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Economia e Finanza

IOR/ Le domande aperte sulla "banca" del Vaticano

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Ciò che ormai è evidente è che il Presidente Gotti Tedeschi, voluto da Benedetto XVI alla guida dello Ior per condurre l’importante operazione di trasparenza, il 24 maggio 2012 è entrato in sede per dimissionare ed è uscito dimissionato: la sua estromissione è avvenuta quasi ad anticipare la sua volontà di “sfiduciare” il direttore della banca vaticana, Paolo Cipriani. Una fonte molto vicina alla Segreteria di Stato - ha scritto Tornielli su La Stampa - assicura che alcuni giorni prima di essere sfiduciato dal board dello Ior, il presidente Gotti Tedeschi aveva scritto una lettera al Segretario di Stato. Non una comunicazione qualunque, ma un’informativa con la quale il banchiere metteva a conoscenza Bertone della sua volontà di sfiduciare il direttore dell’Istituto per le Opere di Religione, Paolo Cipriani, e un’altra persona del board dello Ior.

A questo punto, oltre alle domande dei cardinali, ne sorge spontanea qualcun’altra: perché sulla vicenda Ior non è mai stata costituita una commissione d’inchiesta? Come mai in 9 mesi nessuno in Vaticano ha voluto ascoltare Gotti Tedeschi e la sua versione dei fatti? Perché la commissione cardinalizia che si è riunita per ben 4 volte non è mai riuscita a ratificare l’estromissione di Gotti Tedeschi?

Non auspichiamo certamente una nuova Inquisizione, ma la Chiesa che esce da questo Conclave ha bisogno di andare oltre anche la misteriosa vicenda Ior. Vista l’aria di novità portata da Jorge Mario Bergoglio, la sensazione è che lo farà: è Chiesa del Mondo, non di Roma.

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