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SALVATAGGIO CIPRO/ Dragoni: un “compromesso” che fa temere per le banche d'Europa

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Foto: InfoPhoto  Foto: InfoPhoto

Cipro è un rifugio soprattutto per il denaro proveniente dalla Russia, Paese che ha già effettuato un prestito per due miliardi e mezzo di dollari in aiuto dell’isola. E' per questo che, come dicevo, sembra quasi che si sia arrivati a un compromesso, anche se alla fine quanto stabilito andrà comunque a penalizzare anche i semplici cittadini ciprioti, non solo gli stranieri.

Dopo l’assalto alle banche e la decisione di chiuderle, cosa si aspetta per i prossimi giorni?

Questo tipo di prelievo forzoso richiederà del tempo e non sarà automatico come quello che annunciò Amato nel 1992 in Italia. Molto probabilmente gli abitanti di Cipro tenteranno ancora di prelevare i propri risparmi, ma non credo che faranno in tempo. Certo, il panico generato è limitato dal fatto che l'isola è molto piccola, ma la decisione dell’Eurogruppo di applicare questa misura dovrebbe farci riflettere su quali misure verrebbero applicate se altri paesi, pur con situazioni diverse, dovessero aver bisogno di quegli aiuti annunciati a settembre.

Quale crede sia invece il maggior timore dei mercati?

I mercati sono molto sensibili, quindi basta poco per farli reagire, anche una situazione come quella di Cipro che tutto sommato rappresenta un’economia molto piccola. E’ probabile che i mercati abbiano paura che misure di questo tipo possano essere applicate anche in altri paesi e questo ci è confermato dal fatto che, se adesso la Borsa perde circa il 2%, i titoli delle banche stanno in realtà perdendo molto di più, fino al doppio.

 

(Claudio Perlini)



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