BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CAOS CIPRO/ Sapelli: una troika "ucciderà" l’Europa

Pubblicazione:martedì 19 marzo 2013

La sede della Commissione europea (InfoPhoto) La sede della Commissione europea (InfoPhoto)

Oggi Cipro ha trasformato la politica internazionale di non allineamento tra blocco capitalista e blocco comunista in una politica di trasformazione dell’isola in un paradiso off-shore sia per i capitali border-line che provengono dalla Russia post-sovietica, sia per quelli ultra border-line che provengono dal plesso mediorientale, soprattutto da Amman, perché la capitale giordana, dopo il crollo di Saddam Hussein, è divenuta una metropoli che raccoglie tutta la ricchezza dell’intermediazione finanziaria che esala come un vapore incandescente da quelle terre tormentate.

Orbene, Cipro, nella sua tormentata storia, ha naturalmente non rispettato i parametri di Maastricht sull’indebitamento. Non l’hanno fatto né i governi comunisti col loro deficit spending welfaristico, né quelli conservatori con il loro welfare state clientelare.

A mio parere ci sarebbe stato poco da preoccuparsi, perché Cipro produce lo 0,1% del Pil dell’Ue a diciassette stati membri. Naturalmente le banche cipriote sono sull’orlo del fallimento tecnico, dopo Basilea 3 appesantite da masse di derivati e da incagli esaltati da quella natura di rifugio border-line che ho ricordato prima. Su quest’isola così ricca di storia e tormentata, si è abbattuto il maglio della tassa del 6,75% sui depositi al di sotto dei 100.000 euro, e del 9, 9% su quelli superiori a tassa cifra. Questa tassa, cito dalla prima pagina del Financial Times di ieri “è stato richiesto da un gruppo di paesi creditori, guidati dalla Germania, per ridurre il costo del salvataggio da 17 miliardi di euro”.

Questo ha fatto dire al Presidente cipriota Anastadiades: “Cipro è in uno stato d’emergenza”. Ebbene, io mi chiedo da chi siano composti i quadri e gli apparati della Banca centrale europea e del Fondo monetario internazionale. Credo che siano composti da degli esseri sconosciuti alla mia cultura che fa del rispetto della storia e delle indicazioni che da essa provengono la guida dell’azione. Se ci si fosse ricordati dell’intrigo storico-internazionale che è Cipro, ci si sarebbe mossi con più attenzione. Infatti, il problema non è del contagio economico della situazione cipriota, ma invece del contagio da panico bancario e quindi del ritiro dei depositi delle banche europee che non diventano più, con i paesi che li ospitano, depositarie di ultima istanza dei risparmi e dei deposti dei loro clienti.

Chi conosce la storia dei panici bancari sa che possono capitare situazioni di ritiro in massa dei depositi in zone territoriali o in stati con una situazione geostrategica molto meno complessa di quella di Cipro. Questo perché, così facendo, il Consiglio europeo che ha permesso questa misura ha calpestato gli articoli del trattato costitutivo dell’Europa che assicurano il rispetto della circolazione dei capitali. Quindi bisogna chiedersi perché un simile atto è stato fatto. Hugo Dixon sull’International Herald Tribune di ieri 2013, nel sua solito editoriale colonna afferma che “imporre una tassa del 6,75% sui depositi garantiti è un furto legalizzato. Cipro dovrebbe invece applicare un’imposta superiore sui depositi non garantiti e non toccare i piccoli risparmiatori”. Ossia: tassa coloro che fanno passare per Cipro grandi capitali, ma risparmia i soldi del popolo minuto.


< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >

COMMENTI
19/03/2013 - troika o no (Diego Perna)

Vorrei rassicurare il Dott. Sapelli, di cui condivido sempre le analisi, che a prescindere da Cipro, vistii i chiari di luna degli ultimi anni e la situazione economica italiana in via di peggioramento continuo ma non proprio lento, se avessi avuto dei risparmi in banca , da tempo li avrei trasferiti, come tanti lo hanno giá fatto in porti piú sicuri. Credo che molti mld abbiano giá trovato la via di altri paesi, questo avviene anche per gli investimenti, vedi delocalizzazione delle imprese e quindi di beni e lavoro. Sarei curioso poi di sapere quanti risparmi degli italiani sono tutelati e in che percentuale vistoche le leve bancarie sono al di sotto del 10 % e che apunto dovrebbe intervenire anche se indirettamente la troika o la bce che é lo stesso.