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DOPO IL VOTO/ Arrigo: ci vuole un "Grillo tecnico" per abbassare le tasse

Pubblicazione:sabato 2 marzo 2013 - Ultimo aggiornamento:sabato 2 marzo 2013, 18.57

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«Al posto di un governo di maggioranza guidato da Bersani, andrebbe scelto un tecnico d’area, un economista legato al Pd, ma che non sia un politico di professione. L’obiettivo del nuovo esecutivo dovrebbe essere quello di attuare le riforme più di buon senso contenute nell’agenda Grillo, a partire dalla riduzione dei costi della politica, da coniugare con un abbassamento della pressione fiscale». Ad affermarlo è Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica all’Università di Milano-Bicocca, proprio mentre Beppe Grillo, leader del Movimento 5 Stelle, è tornato ad attaccare il Pd: “In questi giorni è in atto il mercato delle vacche. Al M5S arrivano continue offerte di presidenze della Camera, di commissioni, persino di ministri”. E aggiunge Grillo: “In altre parole i vertici del pdmenoelle si stanno comportando come dei volgari adescatori. Questa è politica? Fare compravendita? Affermare una cosa il giorno prima e contraddirsi il giorno dopo per convenienza post elettorale?”.

 

Professor Arrigo, il parlamento sembra trovarsi in un vicolo cieco. Ritiene che sia percorribile un’ipotesi di governissimo?

La principale controindicazione politica del governissimo è che su di essa si concentrerebbe l’opposizione grillina, la quale farebbe di tutto per metterlo in cattiva luce di fronte all’opinione pubblica. Con questa ipotesi il governo si esporrebbe giorno per giorno al lancio di frecce da parte degli “indiani” del Movimento 5 Stelle. Dal punto di vista economico una grande coalizione che comprenda Pd e Pdl potrebbe avere qualche vantaggio, perché è evidente che in quell’area si hanno quelle esperienze che possono essere utili per un governo, a differenza dei nuovi arrivati del M5S.

 

Pd e Pdl riuscirebbero a fare insieme delle riforme economiche?

Ritengo di no, in quanto non sono riusciti ad attuarle nemmeno quando sono stati al governo da soli, pur disponendo della maggioranza di Camera e Senato. Potenzialmente le politiche dei due schieramenti non sarebbero così distanti. Il centrodestra ha sempre chiesto consenso agli elettori per ridurre le tasse, ma non è mai riuscito a farlo. Il centrosinistra a sua volta sarebbe più propenso a tagliare gli sprechi, ma non è mai stato in grado di farlo. Queste due forze si troverebbero quindi di fronte all’esigenza di risorse che mancano al bilancio pubblico. In un governissimo Pd/Pdl convivrebbero dunque una sinistra che tradizionalmente è più rigorista e quindi più propensa ad alzare le tasse, e una destra che vorrebbe ridurre la pressione fiscale, ma in passato non c’è mai riuscita. Vedo quindi molto difficile che possa tirare fuori una politica economica condivisa.

 

Che cosa ne pensa invece dell’ipotesi di formare un nuovo governo tecnico?


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