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BANCHE/ 112 miliardi tengono in scacco Stati e imprese

Pubblicazione:mercoledì 20 marzo 2013

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Beh, la Cassa depositi e prestiti è il nostro fondo sovrano. Il problema è che non può essere utilizzato per ricapitalizzare le banche; la sua destinazione d’uso, infatti, consiste in operazioni strategiche.

 

In ogni caso, 112 miliardi sono una cifra così alta?

Di per sé, non altissima. Il problema è che in un contesto in cui non si riescono a tirare fuori 5,8 miliardi di euro in più per salvare Cipro e scongiurare un rischio sistemico, non sono neppure una cifra così poco ragguardevole.

 

C’è il rischio che ci rimettano cittadini e aziende?

Se le banche si devono ricapitalizzare, faranno molta più fatica a prestare soldi a famiglie e imprese. Un bel problema, se si considera che uno dei problemi principali del nostro Paese consiste nell’inesigibilità da parte delle imprese di circa 70 miliardi di euro di crediti vantati nei confronti dello Stato. Non dimentichiamo che quando le banche ottennero prestiti a tassi molto favorevoli dalla Bce, invece che utilizzare quei soldi per immetterli nell’economia reale, acquistarono titoli del Tesoro. Lo fecero perché esse stesse non sapevano e non sanno tuttora a quanto ammontano i titoli tossici che hanno in portafoglio.  

 

Come se ne esce?

E’ presumibile e auspicabile che i criteri di Basilea 3 saranno interpreti secondo buon senso. O, se vogliamo, in maniera piuttosto blanda. D’altro canto, non mi risulta che le sanzioni previste per chi si discosta dai parametri fissati siano particolarmente vessatorie.  

 

(Paolo Nessi)



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