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CAOS CIPRO/ Altro che troika, la tassa sui conti correnti è un “autogol” di Nicosia

Pubblicazione:mercoledì 20 marzo 2013

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I termini dell’accordo originario prevedevano che il prelievo avvenisse decurtando esclusivamente la parte eccedente i centomila euro. Si dà il caso, infatti, che sotto tale soglia viga la copertura dell’assicurazione statale sui depositi.

 

Perché non si possono toccare i depositi assicurati?

Far perdere dei soldi a quei cittadini che sono coperti da assicurazione rappresenterebbe un’inaccettabile violazione del principio di proprietà. Il principio dell’assicurazione pubblica dei depositi, ritenuto sacro e intoccabile dai mercati e dalla nostra civiltà giuridica, diventerebbe carta straccia. Sarebbe il Far West. Un precedente di questo tipo convincerebbe il mercato del fatto che lo stesso fenomeno potrebbe verificarsi in Portogallo, in Spagna e in Italia.

 

Poi, cos’è accaduto?

E’ accaduto che il governo cipriota ha dato l’ok al prelievo. Ma estendendolo ai depositi sotto i centomila euro. Ma il Parlamento di Nicosia ha bocciato interamente la proposta.

 

Perché il governo ha agito così?

Perché nei depositi oltre i centomila euro risiedono i capitali di oligarchi e imprese russe. 

 

Quindi, in questo caso, la Germania e l’Ue non hanno “colpe”?

Non ho mai lesinato critiche al governo tedesco e alla sua impostazione politico-finanziaria. In tal caso, tuttavia, l’unica colpa della Germania e della Troika è stata è stata il non essersi opposte alla decisione di Cipro. D'altro canto, non avevano strumenti di persuasione. Mica potevano invaderla...

 

(Paolo Nessi)



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