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CASO CIPRO/ 1. Ecco la "bomba a orologeria" pronta a colpire l’Italia

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Anche prendendolo per buono, il valore pedagogico del pasticcio cipriota (che noi italiani dovremmo capire al volo e respingere con una vera e propria azione preventiva), non chiude la fiera della stupidità. Non si possono salvare le banche con i soldi dei contribuenti (tanto meno degli altri paesi), ma nemmeno con quelli dei depositanti. L’assicurazione sui depositi sotto i centomila euro è un patto al quale credere o una finzione? È evidente che verrebbe a cadere ogni fiducia, giustificando chi corre a prelevare i propri quattrini e metterli sotto il materasso.

L’Unione europea, insomma, dimostra ancora una volta di non avere un meccanismo sistemico per affrontare la crisi che è crisi bancaria, non solo e non tanto dei debiti sovrani. Oggi Cipro. Ma ieri l’Irlanda, il Portogallo, per non parlare della Grecia e della Spagna. E domani? Già incombe il pericolo della Slovenia il cui sistema creditizio è con l’acqua alla gola. Il metodo migliore è quello adottato in Svezia negli anni ‘90: chiudere le banche che non reggono, cacciare i manager e gli azionisti, far intervenire lo Stato come risanatore e poi mettere le nuove imprese sul mercato. Ma nell’Ue si è scelto di muoversi alla spicciolata in modo che ciascuno possa proteggere gli interessi forti del proprio Paese, parte dello scambio politico che tiene insieme il sistema.

La Germania nel 2008 ha rifiutato una soluzione comune all’americana (creando uno strumento tipo Tarp) proposta dalla Francia (allora ministro dell’Economia era madame Lagarde). Si è fatta il proprio fondo con il quale ha salvato la numero due, la Commerzbank, senza risanarla (tanto che oggi ha ancora problemi di capitale). Intanto, ha tenuto artificiosamente a galla le banche dei Land e le casse di risparmio che ancor oggi hanno una base patrimoniale del tutto insufficiente. Mentre la più potente banca, la Deutsche, continua a inanellare perdite, insuccessi, pasticci finanziari, scandali. Anche per questo Berlino ha messo i bastoni tra le ruote della riforma europea sulla vigilanza bancaria. Adesso, vuole mostrare i muscoli ai più deboli, chiedendo punizioni esemplari.

Lo spirito protestante si rivela una copertura di interessi tutt’altro che spirituali e anche poco luterani, se vogliamo prendere alla lettera frate Martino il quale avrebbe citato volentieri le parole di Luca: medice, cura te ipsum.

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COMMENTI
21/03/2013 - Il quarto Reich si avvicina? (Carlo Cerofolini)

Assordante silenzio: ma perché nessuno, mi pare, dei nostri politici ha preso posizione contro l’inammissibile diktat, imposto dalla Ue, che prevede un piratesco esoso prelievo fiscale dai conti correnti di Cipro? Non è inoltre poi che quest’ennesima punitiva mossa finanziaria, voluta in definitiva dalla Germania, ricordi - seppure in altro modo e per altri versi, ma comunque dettati dalla voglia di dominare - le varie annessioni forzose (anschluss) che fece proprio la Germania hitleriana negli anni trenta e che poi portarono al disastro ed agli orrori della seconda guerra mondiale? Il quarto Reich si avvicina mentre noi subiamo silenti in attesa di essere le prossime vittime sacrificali?