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CASO CIPRO/ 2. Gentili: il "chiodo fisso" della Germania affonda l’Europa

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È evidente che tutto questo non abbia un aspetto gradevole. Quella cifra, così coincidente, ha fatto balzare sulla sedia molti analisti e si può immaginare quali pensieri abbia provocato nella testa dei cittadini europei. Ci sono poi altre coincidenze che andrebbero analizzate, ma il fatto più grave è lo schematismo dell’intervento, la possibilità di creare un precedente che per molti è inquietante, la cocciuta politica che i tedeschi continuano a difendere in vista delle loro prossime elezioni.

 

Nasce quasi spontaneo un retropensiero: i tedeschi lo fanno solo per un’ottusa cocciutaggine, oppure sono loro che vogliono uscire dall’euro?

Difficile imboccare questi scenari, ma è anche evidente che la crisi dell’euro può avvenire dall’alto o dal basso, dai paesi del rigore, del Nord, o dai paesi che in questo momento sono indeboliti come nel Sud dell’Europa. La situazione europea appare sempre instabile, crea tensioni. Abbiamo avuto il problema della Grecia, ora quello di Cipro. Si sta profilando all’orizzonte un caso Slovenia. Come si può pensare di procedere in questa maniera? È evidente che i dubbi sulla tenuta dell’euro stiano venendo in mente a molti.

 

La sensazione è che la sbrigatività di alcune scelte riveli poca capacità di visioni politiche, di scelte politiche.

In questo momento, visto quello che sta accadendo un po’ ovunque, si potrebbe anche parlare di “ora del dilettante”. Non è piacevole dirlo, ma a che cosa altro si può pensare in una simile situazione?

 

(Gianluigi Da Rold)

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