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CASO CIPRO/ "Stupidaggine" pensare a un prelievo forzato in Italia. Gli aggiornamenti

Mentre a Cipro sembra si voglia procedere con un fondo straordinario di solidarietà i banchieri italiani bocciano come una stupidaggine l'idea di prelievo forzato in Italia

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Ore decisive a Cipro, di fronte all'esplodere di una crisi che potrebbe avere conseguenze inimmaginabili. Le notizie dell'ultimo minuto che arrivano dall'isola parlano anche di incidenti di fronte al Parlamento tra dimostranti, in particolare dipendenti bancari della Laiki Bank, e forze dell'ordine. Mentre sembra abbandonata la strada del prelievo forzato sui depositi bancari l'eurozona ha chiesto di congelare i depositi bancari per evitare fughe di capitali. Da parte sua la Banca centrale europea ha avvertito che concederà liquidità ma solo fino a lunedì prossimo. E poi? Nella situazione caotica c'è di mezzo anche la Russia, che ha aperto una forte polemica con l'Unione europea: se gli interessi russi nell'isola venissero in qualche modo colpiti, ha detto il premier Medvedev il paese potrebbe rivedere la quota in euro delle sue riserve. Questo porterebbe di conseguenza a una destabilizzazione della moneta unica con gravi conseguenze. Intanto il parlamento cipriota sta studiando la possibilità di aprire un fondo di solidarietà a garanzia degli aiuti internazionali. L'idera sarebbe di impegnare beni dello stato per toccare la cifra di 5,8 miliardi di euro richiesti dall'Unione europea. Per raggiungere la cifra si prevede di utilizzare come garanzia le riserve auree della Banca centrale di Cipro, proprietà della Chiesa ortodossa che si è detta disponibile e diritti di sfruttamento sui giacimenti di gas presenti nell'isola. Paura bancarotta dunque: la borsa di Cipro resterà chiusa fino a martedì, dato che lunedì è anche giorno festivo. Decisione presa per garantire il buon funzionamento del mercato azionario. Intanto alcune voci parlano di una sorte analoga anche per l'Italia, un prelievo forzato cioè per fermare il debito pubblico italiano, un prelievo forzoso pari al 15%. Lo ha detto facendo una ipotesi il capo economista di Commerzbank dicendo che per abbattere il debito pubblico italiano ci vorrebbe un prelievo forzoso del 15% su depositi e titoli. Anche la Svezia parla in queste ore dell'Italia come di una minaccia per la stabilità dell'eurozona. A queste parole ha risposto un coro unanime dei banchieri italiani: stupidaggine un previo forzoso in Italia, hanno detto. Il presidente dell'Associazione bancaria italiana Antonio Patuelli ha detto che non se ne parla nemmeno.