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IL CASO/ La "moneta elettronica" che sconfigge gli evasori fiscali

Pubblicazione:giovedì 21 marzo 2013

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Tra le auspicabili azioni del futuro Legislatore, di grande efficacia sarebbe l’incentivazione degli esercenti, attraverso detrazioni fiscali, all’installazione di Pos, con preferenza per quelli di nuova generazione in modo da modernizzare l’infrastruttura e consentire pagamenti avanzati in modalità contactless e tramite dispositivi mobili (smartphone e tablet). Ulteriori interventi potrebbero ben consistere in vere e proprie misure premiali nei confronti dei consumatori virtuosi che utilizzino carte di pagamento.

Un esempio proviene dalle misure adottate con notevole successo in Corea del Sud, dove il Governo locale ha promosso un pacchetto di incentivi consistenti in rimborsi forfettari dell’Iva per gli acquisti con carta e in una lotteria dedicata ai titolari di carte di credito basata su sorteggio delle ricevute delle transazioni effettuate con carta. Tali misure hanno determinato un’esponenziale crescita dei pagamenti con carta producendo un incremento del gettito fiscale superiore ai 20 miliardi di euro in quattro anni, con la conseguenza che attualmente i pagamenti con carta hanno superato quelli in contante.

Viceversa, controproducente è stata l’azione del Governo italiano volta a regolare le commissioni corrisposte dagli esercenti alle imprese che offrono servizi di pagamento anziché sull’incentivazione del consumatore e degli investimenti nell’infrastruttura. Già il Governo Berlusconi era intervenuto in merito, azzerando le commissioni nel settore della distribuzione dei carburanti e disincentivando così le imprese a offrire i propri servizi di pagamento in questo settore. È dimostrato invece che non vi è alcuna correlazione diretta tra il livello delle commissioni e il numero delle transazioni elettroniche (si pensi al caso degli Stati Uniti dove, pur in presenza di volumi di transazioni tra i più elevati nel mondo, il livello delle commissioni è anch’esso molto elevato). In Italia, il livello di tali commissioni è inferiore alla media europea e un’ulteriore riduzione rischierebbe di danneggiare seriamente i consumatori, così come accaduto di recente in Spagna.


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