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Economia e Finanza

IL CASO/ La "moneta elettronica" che sconfigge gli evasori fiscali

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In Spagna, infatti, dove le commissioni interbancarie sono state ridotte di quasi il 60% nell’arco di quattro anni, uno studio delle Università Autonoma di Madrid, Rey Juan Carlos e Uned ha rivelato che al significativo risparmio per gli esercenti (circa 2,75 miliardi di euro) non ha fatto riscontro una riduzione dei prezzi di vendita al dettaglio per i consumatori. Al contrario, questi ultimi hanno dovuto fronteggiare un incremento dei costi del 50% dovuto all’aumento delle commissioni annuali sulle carte pari a circa 2,35 miliardi di euro. Questo aumento si è reso necessario per compensare i minori introiti da parte delle imprese che forniscono servizi di pagamento derivanti dalla riduzione delle commissioni. Con la conseguenza controproducente che la riduzione delle commissioni ha in ultima istanza inibito la diffusione e l’utilizzo degli strumenti di pagamento elettronici, anziché incentivarli.

L’auspicio è dunque che il prossimo Governo esplori con crescente interesse le opportunità offerte dai pagamenti elettronici, con la consapevolezza che intervenire autoritativamente sulle commissioni, anziché sull’incentivazione del consumatore e degli investimenti per modernizzare l’infrastruttura, non è la giusta rotta.

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