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FINANZA/ La nuova moneta per salvare Cipro (e Italia)

Pubblicazione:domenica 24 marzo 2013

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Con un leverage di 26 a 1 è sufficiente un calo del 4% di tali investimenti per far saltare completamente tutto il sistema bancario. E questo calo ovviamente è già avvenuto: perché allora non è saltato tutto? Perché la Bce di Draghi ha passato al sistema bancario circa 1000 miliardi di euro in prestito al tasso dell’1%, perché il sistema bancario non avrebbe mai trovato tanti soldi in prestito a un tasso così vantaggioso. Nuovi prestiti, nuovo debito, nuova droga a un sistema finanziario già drogato dal debito in eccesso.

Quei prestiti, infatti, prima o poi, andranno restituiti. E pure con gli interessi. E dove prenderanno tali interessi. Sì, avete capito, proprio dall’economia reale, cioè dalle nostre tasche. Ma a volte capita che il tempo non c’è, e non si riesce proprio a comprarne altro (o si potrebbe, ma è divenuto troppo caro). E allora si cercano soluzioni grottesche, come quelle che stanno tentando di applicare a Cipro. Si tenta (e bisogna vedere se ci si riesce) di applicare un prelievo forzoso sui conti correnti. Il governo cipriota sta tentando di recuperare in tutti i modi circa 6 miliardi di euro per ottenere un prestito di altri 10 miliardi.

Ora, si potrebbero fare diverse ironie sulla lungimiranza di un simile provvedimento. Ma il dato davvero inquietante è che nessuno si pone davvero le due domande capitali, sul passato e sul futuro di questa situazione. Senza passato, senza futuro, senza storia, si pretende il risultato nell’immediato presente. Ma senza una valutazione critica del passato e senza un impegno per il futuro, decade pure il criterio della responsabilità. E se decade tale criterio, come si può pretendere oggi un comportamento responsabile?

Se invece passato e futuro sono elementi di cui tenere conto, se dal passato occorre trarre le lezioni per non incorrere negli stessi errori (quindi occorre che la memoria sia una virtù) e per il futuro occorre prendersi la responsabilità di un impegno (quindi occorre che la speranza sia ragionevole e non sia una scommessa), allora può sorgere una posizione che non abbia come prima soluzione il risultato nell’immediato. Da questa posizione, chi oggi pretende un risultato nell’immediato ha tutto da perdere (nell’immediato).

Chi oggi pretende nell’immediato ciò che sembra dovuto, in realtà sta già distruggendo passato e futuro, sta iniziando la distruzione di una possibile verifica con il passato e la possibilità di un impegno responsabile per il futuro. Questo è quello che c’è in ballo veramente nella questione cipriota e nelle questioni che la finanza europea sta affrontando in questi anni. Cosa vale approntare una soluzione oggi per le banche cipriote fallite, se non si capisce come si è arrivati a questo punto? Cosa vale mettere una soluzione temporanea oggi, se non si capisce come potrà avvenire uno sviluppo e un recupero domani?


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COMMENTI
24/03/2013 - Nuova moneta (Renato Mazzieri)

L'articolo è perfetto nell'analisi ma non serve un'altra moneta a corso legale senza valore. Bisogna sostituire la moneta a corso legale degli stati e delle banche con una moneta a valore reale dei popoli (che non vanno confusi con gli stati), una moneta universale del lavoro (www.dhana.org) e, per iniziare, bisogna adottare un nuovo sistema di credito (www.ekabank.org).

RISPOSTA:

La moneta si deve poggiare su un'idea, su un ideale, ma deve pure riferirsi a una situazione concreta. L'utilità di una moneta mondiale mi sfugge (a parte l'utilità per pochissime aziende mondiali). Oltretutto la moneta proposta pretende di avere come valore di copertura una materia prima. Ma io sono contrario a ogni forma di copertura, poiché questo implica che non vi è alcuna fiducia in quella moneta. Inoltre, una moneta coperta da una materia prima (il platino in questo caso) è inevitabilmente soggetta a fenomeni speculativi, come lo è quella materia prima. Questo implica inoltre la impossibilità di creare moneta in caso di necessità, poiché potrebbe mancare la materia prima di garanzia. In altre parole, la moneta garantita da materia prima ha troppe limitazioni e difetti per poter essere utile per la moderna economia reale. (Giovanni Passali)

 
24/03/2013 - Discariche di titoli tossici (luca barbieri)

innanzitutto grazie per l'articolo perfettamente esplicativo. la domanda da porsi è dove mettere tutta quella massa di cosidetti "titoli tossici" l'approccio americano è stato quello di alzare la posta, facendo investimenti ancora più azzardati per tentare di ripianare le perdite con i nuovi guadagni quello europeo di diluire i titoli tossici nelle attività "normali" in modo da rientrare nei "limiti di legge". spesso sono state scelte le banche più piccole come deposito poichè sono di solito fuori dai riflettori e perchè la germania,solo l'anno scorso, ha impedito che fossero poste sotto la vigilanza della BCE, come invece quelle grandi. il problema è che se ci si imbatte in un ente connivente e gestito in modo losco, come Cipro questo viene usato come discarica abusiva fino ad intossicare l'intera economica... metafora azzardata?

 
24/03/2013 - Moneta (Diego Perna)

Egr. Dott. Passali, io leggo sempre con molto interesse i suoi articoli e Le posso anche assicurare che non hanno molto seguito perché si tratterebbe di cominciare a cambiare troppe certezze acquisite e sopratutto una fede assoluta su modi stantii e falsi cui la gente che vuole essere soltanto governata , non ha nemmeno la lontana volontá di tentare di cambiare. Se ha visto ieri il Pdl in piazza, anche se ovvio non era tutta l'Italia, si puó poco sperare in un popolo di questo tipo e a me tra l' altro che ho molti amici che hanno votato per il Pdl, mi mette tristezza, anche se é ovvio che persone per bene e oneste ci sono dovunque. Peró quello che mi scoraggia é proprio la mancanza della capacitá di un punto di vista nuovo, nuovo come novitá , ma anche buona novella. Possiamo peró sperare in Papa Francesco, che forse ci aiuterá a guardare tutto diversamente e a rompere i pregiudizi su cosa deve essere il potere, cosí come ha anche dimostrato Benedetto XVI , dobbiamo liberarci del fardello delle ns presunte certezze. Certo il giovane ricco se ne andö triste, e di tristi ricchi ce né sono molti anche tra i cattolici . Poi un' altro fatto per cui ha poco seguito é perché forse anche Grillo accusa violentemente la finanza e il potere che essa genera, e sará anche un matto dispotico, ma alcune volte ci ha azzeccato, avrebbe solo bisogno di tagliarsi i capelli e mettersi giacca e cravatta, gridare meno e sarebbe accolto anche lu dai potenti. Buona Domenica delle Palme