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FINANZA & POLITICA/ Pelanda: la "profezia" di una catastrofe in arrivo

Pubblicazione:lunedì 25 marzo 2013

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La politica deve fare attenzione ai fatti che segnalano una rapida perdita di affidabilità dell’Italia agli occhi del mondo. Il Fondo monetario internazionale, nel recente aggiornamento dello scenario economico, ha indicato che la crisi politica italiana, combinata con quella economica, costituisce il principale fattore di rischio, nel breve termine, per la stabilità globale. Questo segnale ha portato tutti gli attori economici del globo a bloccare o sospendere le operazioni di investimento su imprese italiane e di acquisto di obbligazioni o altri prodotti finanziari riferiti a entità residenti in Italia.

Ne ho avuto prova anche sul piano personale. Venerdì scorso stavo aiutando la chiusura di un grande investimento di un fondo americano su un’impresa italiana, che l’avrebbe salvata, ma la cosa è stata sospesa all’ultimo minuto perché l’ufficio rischi dell’investitore statunitense gli ha segnalato un’inversione della prospettiva precedentemente positiva dell’Italia, certificata dal Fmi. In sostanza, un migliaio di lavoratori sta rischiando il licenziamento perché l’Italia non riesce, in queste settimane, a dare segnali di affidabilità. I colleghi segnalano decine di casi simili in queste giorni, quelli finanziari un peggioramento repentino della raccolta di capitali per impieghi in Italia anche in ambienti che non erano rimasti troppo impressionati dal recente declassamento del debito italiano. Cosa è successo?

In sostanza, due nuovi fatti: (a) la crisi di Cipro ha mostrato che l’Eurozona a guida tedesca impone alle nazioni con problemi di risolverli con proprie risorse, anche ricorrendo al prelievo forzato di denari dai conti correnti, cioè che l’Italia sarebbe lasciata sola in caso di guai gravi; (b) si prospetta un governo instabile e dominato da forze politiche ideologicamente non inclini a ridurre spesa e tasse, cosa che fa prevedere la continuazione della recessione con alto rischio di caduta in depressione, che a sua volta comporterebbe la crisi bancaria e quella di insolvenza del debito sovrano, cioè uno scenario catastrofico entro pochi mesi. In sintesi, l’Italia è caduta in una profezia negativa che la isola dal mercato internazionale dei capitali e ne amplifica l’impoverimento.


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COMMENTI
25/03/2013 - Ma no!! (Diego Perna)

Ma Lei ha visto le borse stamane? E' tutto ok, Cipro risolto, alla faccia degli oligarchi Russi. C'è solo Squinzi che lancia un allarme disperato, ma si sa gli imprenditori gridano sempre al lupo al lupo. Poi chiudono e non gridano più e nemmeno esistono. Non sia così catastrofico, vedrà moriremo ( mi auguro solo economicamente) pian pianino senza far rumore e sopratutto senza mettere in discussione la magnificenza del re euro e di tutti i suoi cortigiani che ci sguazzano felici e contenti. Buona giornata e buona fortuna.