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ADDIO EURO/ Bagnai: come uscirne (senza danni) per non farsi rapinare dall'Europa

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Quanto avvenuto a Cipro dovrebbe insegnarci molto. Innanzitutto che esistono diversi modi di vivere in Europa e nell’Unione, ma anche che il dibattito su tale permanenza non può essere condotto in modo astratto. La sovranità nazionale passa troppo spesso in secondo piano, tutto in nome dell’Europa, delle regole impostaci e di misure che, pur sembrando spesso impopolari, mantengono il Paese ancorato a una politica comunitaria che ci fa sentire protetti. Il Premio Nobel per l’economia Paul Krugman, nel suo ultimo editoriale pubblicato sul New York Times, ha affermato chiaramente che Cipro dovrebbe uscire dall’euro il prima possibile, prima di andare incontro a una “depressione incredibilmente severa che andrà avanti per anni”. Secondo Alberto Bagnai, professore associato di Politica economica presso l’Università G. D'Annunzio di Pescara, contattato da ilsussidiario.net, la dichiarazione di Krugman è «alquanto discutibile». Non perché Cipro non debba uscire dall’euro, ma perché avrebbe dovuto farlo molto prima.

 

Professore, come mai l’uscita dall’eurozona sarebbe dovuta avvenire tempo fa?

Perché Cipro, proprio per restare nell'euro, ha subìto tutte quelle sciagure che si dice subirebbe un Paese che dovesse abbandonare la moneta unica, vale a dire controlli dei movimenti di capitali, panico bancario e una ingente distruzione di ricchezza e di reddito. Ecco perché credo che l’affermazione di Krugman sia errata: Cipro sarebbe dovuta uscire dall’euro prima che tutto questo accadesse.

 

Come può dirlo con certezza?

La mia affermazione è supportata da un’ingente letteratura scientifica. Sulla base di studi condotti dal Fondo monetario internazionale, infatti, sappiamo bene che i costi di un default per un Paese che si trova nelle condizioni di Cipro sono assolutamente sopportabili, a patto che questo possa svalutare la sua moneta. Il problema di Cipro, invece, è che non può farlo. Per questo dovrà necessariamente farlo a valle, ma solo dopo aver sbriciolato la propria economia. Vorrei poi aggiungere una notazione tecnica.

 

Quale?

Il fatto che a Cipro siano stati imposti controlli di capitali rappresenta una enorme violazione di quelle regole che l’Eurozona, nata per facilitare la circolazione di capitali, in qualche modo si era data. Questo ha essenzialmente due implicazioni: da una parte mette in evidenza che Cipro è di fatto già fuori dall’euro, semplicemente perché al momento la sua moneta, pur essendo ancora quella unica, si può spendere solo sull’isola.

 

La seconda?

La seconda implicazione è più teorica, ma altrettanto importante: è stata proprio la libertà di movimenti di capitali indiscriminata a creare di fatto il problema. Affinché un Paese come Cipro possa avere delle banche che sono otto volte il suo Pil, infatti, ci deve necessariamente essere stata una libertà indiscriminata di afflusso di capitali. Ancora una volta, quindi, questo tipo di movimenti si rivela estremamente distruttivo, ed è proprio per questo che l’euro deve essere tolto di mezzo.

 

Tralasciando per il momento il caso Cipro, ci sono altre ragioni che portano a pensare che l’euro non sia più una moneta sostenibile?



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COMMENTI
28/03/2013 - Concordo: sì all'uscita dall'euro (Carlo Cerofolini)

Concordo al 110% con la necessità di uscire subito dall’euro - se non vogliamo finire in rovina irrimediabilmente - del resto anche un recente studio fatto per la banca d’affari Merrill & Lynch afferma che ci conviene e che a rimetterci sarebbe soprattutto la Germania, che furbescamente trae giovamento dall’imporci regole iugulatorie.

 
28/03/2013 - Richiesta al prof. Bagnai (Luca Solari)

Trovo imbarazzante che l'argomentazione che viene portata avanti sia sostanzialmente tautologica: ovvero, poiché io lo sostengo, è così. Sarebbe stato utile, forse, che per una volta il Professor Bagnai avesse abbandonato enfatici slogan e avesse presentato le sue argomentazioni in maniera specifica e non analogica. La storiella dell'analogia con gli anni '90 è già stata ampiamente sbugiardata, perché dimentica molti particolari di contesto che oggi sono cambiati.