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Economia e Finanza

ADDIO EURO/ Bagnai: come uscirne (senza danni) per non farsi rapinare dall'Europa

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E’ molto difficile dirlo. Personalmente ho analizzato ogni scenario riferibile a un’uscita unilaterale dell’Italia dall’euro, ma non so nemmeno se siano quelli più probabili o più auspicabili. Quello che però i cittadini devono sapere è che esistono numerosi precedenti storici e che gli squilibri che si sono accumulati per colpa della moneta unica, anche se in questo momento sono molto dolorosi da sostenere, per l’Italia non sarebbero così drammatici.

  

Come mai?

 Perché i fondamentali dell’economia italiana sono sostanzialmente buoni, il debito pubblico italiano non è a rischio e il popolo italiano è ancora risparmiatore, quindi ha tutto il vantaggio di tirarsi fuori da questa trappola prima che la propria ricchezza, gli immobili e i risparmi in banca vengano aggrediti dall’Europa per ricapitalizzare quelle banche del nord che hanno sbagliato.

 

Cosa risponde a tutti coloro che si dicono convinti che un’eventuale uscita dall’euro rappresenterebbe un vero e proprio disastro per l’Italia?

Rispondo che sono poco documentati. Disponiamo di tantissimi studi che testimoniano il fatto che non avremmo svalutazioni catastrofiche, ma dell’ordine di quelle già sperimentate con la lira nel 1992 o con l’euro tra il 1999 e il 2001. Rispondo inoltre che non avremmo necessariamente un default del debito pubblico, come per altro non c’è stato nel ’92, ma che anzi, riacquistando la nostra sovranità monetaria saremmo in grado di finanziare il debito pubblico a tassi più bassi. Rispondo poi che abbiamo una quantità di esempi sterminati nei quali si è potuto dimostrare che, adottando un tasso di cambio più allineato con i fondamentali, invece di trovarci di fronte a imprese che chiudono in continuazione avremmo un’economia che finalmente gira. Probabilmente avremmo anche un moderato aumento dei prezzi, ma è una conseguenza con cui si può assolutamente convivere.

 

Come mai allora in molti sostengono esattamente il contrario?

L'informazione che proviene è “terroristica” perché, come è ovvio, si tratta di un bene costoso, quindi viene manipolata da chi ha i soldi, come i grandi gruppi finanziari. Questo accade però anche perché tanti operatori del mondo dell’informazione, magari anche in buona fede, si adeguano o semplicemente rilanciano le informazioni che trovano in organi che credono essere autorevoli. Organi, però, che molto spesso sono “catturati” dagli interessi economici che in questo momento stanno traendo ancora vantaggi, vale a dire le banche che prima sbagliano e che poi, quando le cose vanno male, si rifanno a spese dei depositanti.

 

Crede si debba tornare alla lira o ci sono altre soluzioni?

Si esce dall’euro fondamentalmente per sganciarsi dall’eurozona e per avere una valuta che possa essere liberamente quotata sul mercato secondo il grado di forza dell’economia. Come questa valuta debba o possa chiamarsi non è così rilevante, però sono convinto che tornare indietro, per l'Italia, significherebbe solamente adottare il suo standard monetario, lasciando però poi che sia il mercato a determinarne il valore.

 

Perché questo aspetto è così importante?

Perché il tasso di cambio è semplicemente un prezzo, determinato sul mercato delle valute, e francamente continuo a non capire come mai persone che si professano liberiste hanno così tanta paura che sia il mercato a determinare questo prezzo. Dietro tale atteggiamento, quindi, potrebbero esserci essenzialmente due spiegazioni: o una profonda incoerenza logica, al limite della dissonanza cognitiva, o una malafede che rivela dei conflitti d’interesse, in particolare con quei poteri finanziari che da questa situazione hanno tratto solamente vantaggi.

 

(Claudio Perlini)

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COMMENTI
28/03/2013 - Concordo: sì all'uscita dall'euro (Carlo Cerofolini)

Concordo al 110% con la necessità di uscire subito dall’euro - se non vogliamo finire in rovina irrimediabilmente - del resto anche un recente studio fatto per la banca d’affari Merrill & Lynch afferma che ci conviene e che a rimetterci sarebbe soprattutto la Germania, che furbescamente trae giovamento dall’imporci regole iugulatorie.

 
28/03/2013 - Richiesta al prof. Bagnai (Luca Solari)

Trovo imbarazzante che l'argomentazione che viene portata avanti sia sostanzialmente tautologica: ovvero, poiché io lo sostengo, è così. Sarebbe stato utile, forse, che per una volta il Professor Bagnai avesse abbandonato enfatici slogan e avesse presentato le sue argomentazioni in maniera specifica e non analogica. La storiella dell'analogia con gli anni '90 è già stata ampiamente sbugiardata, perché dimentica molti particolari di contesto che oggi sono cambiati.