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Economia e Finanza

FINANZA/ Dominick Salvatore: la Bce può salvare l’Italia, basta "convincere" Draghi

Mario Draghi (Infophoto)Mario Draghi (Infophoto)

La Bce potrebbe dare una copertura importante all’Italia, ma non lo fa perché vuole in cambio riforme strutturali che l’Italia non è in grado di promettere e di attuare, oltre a ritirare il debito che è eccessivo… anche se l’Italia in questo momento ha un’economia quasi virtuosa: il rapporto debito/Pil è più basso rispetto a qualsiasi altra nazione europea eccetto la Germania. Quindi ci sarebbe lo spazio per questa copertura, ma senza le riforme strutturali che la Bce chiede la copertura non arriverà mai e la recessione non sarà curata. Infatti, anche per quest’anno sarà recessione e per il 2014, nel caso, si prevede una crescita molto anemica per essere l’Italia un Paese avanzato.

 

Qual è il terzo problema di cui parlava?

 È il problema strutturale che si è creato negli ultimi 20 anni: l’Italia ha preso una strada verso il declino. L’Italia è un Paese ricco, ma dopo questi 20 anni di declino è in una situazione drammatica.

 

A cosa è dovuto questo problema strutturale?

Non è solo questione di riforme che non si fanno, ma anche di un Paese avanzato con una bassa produttività: un’ora media di lavoro oggi produce meno di 10 anni fa anche di fronte a migliori tecnologie, migliori tecniche e più capitali. È quasi impossibile a credersi, ma dal 2000 il costo unitario del lavoro è aumentato del 40% rispetto alla Germania. Così si perde naturalmente competitività internazionale. Da qui l’esigenza di riforme strutturali.

 

Quali riforme andrebbero attuate in modo prioritario?

Per fare le giuste riforme bisogna cogliere la reale entità dei problemi. Ora: la pressione fiscale in Italia è la più alta rispetto a qualsiasi Paese avanzato eccetto la Francia. Se l’Italia ottenesse benefici, potrebbe anche andar bene, ma questo non accade; in secondo luogo, avviare un’attività in Italia costa 20 volte di più che in Inghilterra: un imprenditore che vuole creare produzione e posti di lavoro viene scoraggiato, afflitto da una burocrazia incredibile… a cosa servono le norme se non a proteggere i lavoratori, i consumatori e l’ambiente? Com’è che questo avviene in Inghilterra (dove lo start-up di un’attività costa 20 volte meno), in Francia (15 volte meno), negli Usa (20 volte meno) e non in Italia? Vogliamo dire che questi paesi non proteggono i lavoratori, i consumatori e l’ambiente? La verità è che ci sono molte riforme da fare.

 

Le più urgenti, secondo lei, quali sono?