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FINANZA E POLITICA/ Italia, i numeri che avvicinano la troika

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Ieri mattina il Tesoro ha collocato 6,91 miliardi complessivi di Btp, su un range d’offerta compreso tra 5 e 7 miliardi, a tassi in leggero rialzo per il nuovo benchmark quinquennale e in calo per il decennale. Nel dettaglio, il nuovo cinque anni giugno 2018, cedola 3,50% (invariata rispetto alla precedente), è stato assegnato per 3,91 miliardi di euro su un range di 3-4 miliardi e il rendimento del titolo è salito al 3,65%, massimo da ottobre 2012, dal 3,59% del precedente collocamento di fine febbraio. In rallentamento la domanda, con il bid-to-cover che è calato a 1,22 dal precedente 1,61. Risultati più incoraggianti per il decennale. Il Tesoro ha infatti collocato tutti i 3 miliardi di euro preventivati, registrando un calo dei tassi: il rendimento medio del Btp maggio 2023 è sceso al 4,66%, minimo da gennaio, dal 4,83% di un mese fa. Più debole anche in questo caso la domanda, pari a 1,33 volte l’importo offerto rispetto a 1,65 volte della precedente asta.

Insomma, siamo vicini a un’inversione della curva dei tassi, qualcosa di molto, molto pericoloso, perché se si compra a 10 anni ma si chiedono garanzie sul quinquennale c’è puzza di ristrutturazione del debito o di timori per un intervento in grande stile della troika sul breve. Lo conferma Vincenzo Longo, market strategist di Ig: «È stata un’asta particolarmente deludente. La domanda non è stata eccezionale per entrambi i titoli in collocamento e la curva dei tassi sta lanciando pericolosi segnali di appiattimento, fenomeno che preannuncia un certo ritorno delle tensioni, dato che queste tendono a ripercuotersi soprattutto sulla parte più breve della curva». Le parole di Pier Luigi Bersani, poi, il quale ha dichiarato che «solo una persona malata» vorrebbe governare in Italia in questo momento, hanno alimentato le vendite di titoli di Stato, con i cds sui massimi da metà novembre: Markit ha reso noto che quelli a 5 anni sono in rialzo di 13 punti a quota 300 punti base. «Anche se le consultazioni di Bersani con gli altri leader politici porteranno a una grande coalizione, i mercati sanno che un esecutivo di questo genere non durerà a lungo», ha commentato Annalisa Piazza, market economist di Newedge. «Le incertezze politiche e i timori del mercato per un prolungato periodo di recessione nell’area euro e le preoccupazioni per un break-up dell’area euro spiegano la debolezza dell’asta italiana», ha concluso, prevedendo che i rischi per i titoli di Stato italiani saranno molto alti anche nelle prossime settimane. Ma intanto, Bersani si fa prendere in giro via streaming dai grillini e incontra il Cai, l’Aci e il circolo ricreativo taglio&cucito di Codazzo...

Da ridere, però, c’è veramente poco, cari lettori. Perché non è Cipro, non è l’Italia, è l’intera eurozona a rimandare segnali sinistri. Lo certifica la Banca centrale spagnola, la quale nell’ultimo aggiornamento sulle stime economiche annuali ha certificato che il Pil si contrarrà nel 2013 dell’1,5%, tre volte peggio le previsioni ufficiali del governo del -0,5% e peggio anche del dato del 2012, annus horribilis, quando l’economia si contrasse dell’1,4%. Di più, nonostante il caso Cipro abbia funzionato per alcuni giorni da copertura delle magagne altrui, oggi tocca fare i conti con un dato ufficiale che parla del deficit al 6% del Pil, ben oltre l’obiettivo già rivisto al ribasso dall’Ue del 4,5%. Inoltre, il tasso di disoccupazione in Spagna salirà quest’anno al 27,1% dall’attuale 26%, mentre quello giovanile è oltre i livelli greci, con un under 25 su due senza lavoro. E la Francia? Eccovi serviti.

 


COMMENTI
28/03/2013 - MES e prelievi forzosi (Stefano Legnaro)

Caro Mauro, a proposito dei prelievi forzosi a Cipro, cosa pensi possa avvenire in Italia entro il mese di giugno, scadenza in cui dovremmo versare la nostra quota di partecipazione al MES?