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FINANZA E POLITICA/ Italia, i numeri che avvicinano la troika

Non c’è solo la situazione di Cipro a impensierire l’Europa. Anche segnali provenienti dal nostro Paese non sono affatto rassicuranti. L’analisi di MAURO BOTTARELLI

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Detto, fatto. Come anticipato ieri, nonostante la chiusura delle banche cipriote e il de facto controllo sui capitali, la scorsa settimana una cospicua fetta di quei cittadini russi che il bail-in voleva colpire con il prelievo forzoso è riuscita a bypassare tutte le misure restrittive e far sparire dai conti ciprioti qualche miliardo di euro. Tanto che ora gli occhi sono puntati sia sul governo cipriota che sulla Banca centrale e alcuni legislatori hanno ottenuto l’apertura di un’inchiesta formale per capire come questo sia stato possibile (non leggono ilsussidiario.net a Cipro), come riferiva ieri lo Spiegel. Il fatto, poi, che la maggior parte - quasi la totalità - del capitale volato via sia riferibile a conti presso la Bank of Cyprus e la Laiki Bank, entrambe con filiali londinesi, non dovrebbe rendere l’inchiesta molto lunga.

A peggiorare la situazione per la Banca centrale, le esenzioni al congelamento dei capitali di cui parlavamo già ieri: ovvero, trasferimenti a fini umanitari, un invito all’abuso visto che una Onlus di copertura non è certo dura da trovare per un oligarca con conti a sei o sette zeri e i cosiddetti “pagamenti speciali”, fattispecie talmente fumosa da non avere una definizione chiara e netti confini di utilizzo. E per salvarsi in corner, proprio un portavoce della Banca centrale cipriota ha fatto notare allo Spiegel che la gran parte dei prelievi e dei trasferimenti è avvenuta al di fuori dei confini ciprioti, filiali londinesi e di Mosca, ovvero dove l’istituto non ha autorità, al di fuori dell’Ue (la Russia) e fuori dal diretto controllo della Bce (la Gran Bretagna, fuori dall’eurozona). Insomma, la liquidità di quelle filiali fa capo alle Banca centrali dei due paesi e nessun può dire “bah”.

Insomma, l’Ue voleva colpire gli oligarchi e i businessmen e, invece, com’era presumibile, ha colpito solo i piccoli risparmiatori che per una settimana hanno pagato lo scotto a bancomat limitati e banche chiuse, alle aziende che non hanno potuto pagare i fornitori e ai lavoratori che si vedranno accreditato lo stipendio in ritardo. Davvero dei geniacci, non c’è che dire! Una cosa è certa, il fatto che sia già stata richiesta un’inchiesta parlamentare fa capire quale sia il grado di fiducia tra ambienti legislativi, corpi intermedi dello Stato e governo, prodromo di una crisi politica che pare ormai questione di giorni, se non di ore.

In buona sostanza, di risolto nella situazione cipriota non c’è proprio nulla, visto che se la Bce non apre i cordoni dei prestiti Ela con la Banca centrale cipriota, al netto dei soldi già fatti sparire dai correntisti più facoltosi, l’insolvenza bancaria è dietro l’angolo, con o senza il “salvataggio” dell’Ue. Purtroppo, le brutte notizie ieri non si sono limitate a Cipro. Anzi. Con Moody’s che si fa di giorno in giorno più aggressiva, arrivando ieri a dire chiaramente che sta monitorando le consultazioni e il tentativo di Bersani di formare un governo per decidere o meno sul downgrade del nostro rating, va registrato il primo, grosso scossone per le nostre aste.


COMMENTI
28/03/2013 - MES e prelievi forzosi (Stefano Legnaro)

Caro Mauro, a proposito dei prelievi forzosi a Cipro, cosa pensi possa avvenire in Italia entro il mese di giugno, scadenza in cui dovremmo versare la nostra quota di partecipazione al MES?