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Economia e Finanza

FINANZA/ Dalla Slovenia un allarme per l’Italia

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A dirlo, il IV Report del Fondo monetario internazionale. Solo per capire come il peg con l’euro abbia schiacciato le potenzialità economiche del Paese, basta dire che l’output bulgaro oggi è del 2,5% sotto il livello del 2008. L’Ucraina sta facendo molto meglio, anche la Moldavia, per non parlare della Turchia: la lezione è sempre la stessa, se vuoi sviluppare un’economia prospera, stai lontano dall’euro. La stessa Commissione ha ammesso che il tasso di chi soffre di “severa privazione materiale” in Bulgaria è salito dal 2008 a oggi al 44%, la Lettonia è al 31%. Il tasso ufficiale di disoccupazione è del 12,3% ma calcoli meno “ottimistici” parlano già del 19%. Certo, qualcuno mi farà notare che anche la Lettonia ha una valuta legata all’euro da peg ma ha anche la sorellona Svezia che le mantiene in piedi il sistema bancario e, nonostante questo, il reddito pro capite è ancora la metà della media Ue, ha il 23% di disoccupazione e l’output è del 7% più basso rispetto al picco del 2008. Insomma, la morale di questo articolo, ricavatevela da soli. Buona Pasqua.

 

P.S.: Guardate l’immagine qui sotto, è tratta dal forum Bitcointalk.org ed è la fotografia della schermata di una pagina di internet banking di una media azienda cipriota che si occupa di information technology. Questa è la spiegazione fornita da uno dei titolari nel forum: «La maggior parte dei nostri assets circolanti sul conto corrente dell’azienda sono bloccati. Sono oltre 700mila gli euro che ci hanno espropriato per ripagare il debito nazionale. Ne rivedremo forse il 20% tra 6-7 anni. Io non sono un oligarca russo, ma il titolare di un media azienda di IT europea. Migliaia di altre aziende come la mia a Cipro sono nelle medesime condizioni. Il mio business è definitivamente rovinato, tutti i lavoratori ciprioti saranno licenziati. Stiamo trasferendoci in una piccola nazione dei Caraibi dove hanno maggior rispetto per la proprietà della gente. Stiamo inoltre pensando di usare Bitcoin per pagare gli stipendi e i fornitori. Un ringraziamento speciale a: Jeroen Dijsselbloem, Angela Merkel, Manuel Barroso, il resto dei funzionari della Commissione Europea». Non ho parole da aggiungere. Anzi, non ho proprio più parole.

 

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