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FINANZA/ 2. Perché l'Europa in crisi presta soldi alla Russia?

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Dipende dal tipo di progetto. In questo caso si parla anche di progetti riguardanti il cambiamento climatico. Noi sappiamo bene che dal punto di vista ambientale la Russia è molto più reticente rispetto all’Europa nell’affrontare temi di protezione dell’ambiente in funzione del cambiamento climatico. Se chiamaste la Bei loro direbbero che “favorendo questi investimenti agevoliamo il diffondersi di una cultura positiva nei confronti del cambiamento climatico”, quindi c’è un ritorno potenziale positivo perché se un’azienda diventa più verde, non essendoci confini per l’ondata di CO2, ne trae beneficio anche l’Europa.

 

Dal suo punto di vista non sarebbe meglio che la Bei investisse su cose realmente urgenti?

La Bei lo fa tutti i giorni. Non credo sia il caso di fare il processo a questa istituzione che fa un lavoro immenso per l’Europa, ma anche per l’Italia. Ha dei capitali che vengono prestati, non investiti, concessi alle imprese europee ogni giorno. Indubbiamente è discutibile l’opportunità politica dell’Europa di usare lo strumento Bei per dialogare con Mosca. Loro direbbero che serve per rafforzare i legami, ma si può ritenere che bisognerebbe essere meno proni e gentili con chi ti tratta male.

 

(Elena Pescucci)

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