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FINANZA/ La "geometria" che spiega la crisi e Beppe Grillo

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Beppe Grillo (Infophoto)  Beppe Grillo (Infophoto)

Il primo elemento caratteristico è il fatto che la composizione di un grande numero di frattali non porta a un gigantesco frattale, ma al contrario porta a una figura che colpisce per la sua forma armonica. Proprio questo aspetto rese popolari i frattali negli anni ‘80, per opera dello studioso matematico che per primo li studiò, Benoit Mandelbrot. Il secondo elemento caratteristico dei frattali è che la funzione distribuzione sottostante (quella che distribuisce i valori, e alla fine crea in insieme armonico) è una legge di potenza. E che vuol dire in concreto? Vuol dire che non è una gaussiana, non è una legge di distribuzione normale, non si distribuisce “normalmente” intorno a un valore medio, ma favorisce gli eccessi. Gli eccessi sono la caratteristica peculiare delle distribuzioni a legge di potenza. Un esempio di eccesso è un partito che prima non esisteva e poi, alla sua prima volta a livello nazionale, prende il 25% dei voti. Il terzo elemento caratteristico dei frattali è l’effetto memoria. Infatti, i frattali sono elementi geometrici, ma il loro comportamento si manifesta nel tempo. E nel tempo, tali eccessi tendono a permanere, più a lungo di quanto si potrebbe desumere dal comportamento “medio”. E questo porta come conseguenza che uno degli indicatori più usati (e abusati per ignoranza) in tutte le analisi è sbagliato scientificamente e ingannevole, fortemente ingannevole. Questo è il motivo fondamentale per cui tanti sondaggisti hanno clamorosamente sbagliato i primi exit-poll (i primissimi davano il Pd al 38%). E se è sbagliata la media, sono sbagliati anche i risultati che vengono dalle quattro operazioni fondamentali (somma, sottrazione, moltiplicazione e divisione). Queste operazioni applicate sui dati di un ambiente frattale, forniscono una rappresentazione falsata della realtà.

Questi sono i tre elementi caratteristici dei frattali. L’osservazione che a questo punto voglio aggiungere è che la geometria frattale è straordinariamente presente in tutti gli elementi della natura e del nostro vivere sociale. La forma dei fiocchi di neve è frattale, e lo stesso vale per la chioma degli alberi, la forma delle nubi, la forma del cavolfiore, la ramificazione dell’estuario di un fiume, le ramificazioni del sistema circolatorio umano. Le fratture delle ossa sono frattali, ma lo sono pure le fratture del terreno in seguito a un terremoto. E pure gli anticorpi si legano a un microorganismo grazie alla loro compatibilità con la specifica dimensione frattale della superficie della cellula.

Ma tornando alle elezioni, perché queste sarebbero frattali? Perché il voto elettorale, cioè l’elemento di base della struttura in esame, è frattale. Io ho votato, ma le mie idee non coincidono al 100% con quelle del partito per cui ho votato. Potrebbero coincidere al 70%, e al 25% con quelle di un altro partito, e al 5% con quelle di un altro partito ancora. Ma io no posso distribuire il mio voto con queste percentuali. Dalle leggi che regolano il sistema, io sono obbligato a dare il 100% del mio voto a un solo partito e zero agli altri. Proprio come un gradino, il voto elettorale è un tipico esempio di frattale. Questo è il motivo per cui il sistema, essendo frattale, favorisce gli eccessi.

E per quale motivo la frattalità finora non si era manifestata? Perché una seconda condizione importante è la stabilità del sistema. Se il sistema è fortemente stabile, la frattalità incide poco, gli eccessi ci sono ma quasi non si vedono. Se invece il sistema diventa instabile (come nel caso di un sistema politico reso strutturalmente instabile da una forte crisi economica), allora gli eccessi della geometria frattale si manifestano in maniera esplosiva.

Nel caso di queste elezioni, l’alta percentuale di astensioni ha favorito l’eccesso (in termini percentuali) del successo (in termini numerici) del voto di un partito. Lo stesso meccanismo ora sta “nascondendo” dietro i numeri percentuali la grave perdita di voti degli altri due partiti maggiori. In altre parole, le percentuali ingannano, poiché le percentuali non sono altro che la somma dei voti di un partito diviso la somma dei voti totali. Ma come già detto, la somma, in un sistema frattale, non fornisce più un’indicazione adeguata della realtà.


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COMMENTI
14/03/2013 - chiarezza (Paolo Facchini)

sarà che un frattale nella mia vita l'ho visto, ma l'articolo mi pare chiaro. Ad esempio capisco che se la legge lo permettesse, sarebbe meglio andare a votare potendo distribuire, ad esempio, 10 voti a testa: così ne darei 6 a Tizio perchè mi piace il suo programma economico 3 a Caio per l'attenzione alle fasce deboli e 1 a Sempronio per la simpatia! E così facendo tutti l'esito di una elezione corrisponderebbe maggiormente alla volontà del popolo votante (che invece è costretto a sceglierne uno solo di partito anche se non gli aggrada al 100%)

 
04/03/2013 - don Ferrante (Mario Magni)

L'articolo non mi pare "strampalato". Propone una interpretazione un po' ardita di una realtà che si fa fatica ad affrontare perché i modelli esistenti e collaudati non funzionano più. Trovo indispensabile sforzarsi di provarne altri e lodevole lo sforzo. Solo "dopo" sapremo quali sono i modelli che funzionano. Relativamente allo "stile", trovo spiacevole (molto più di un noi maiestatico)che chiunque non capisca la tesi e l'argomentazione di un altro, magari relativa ad un argomento non banale e un po' specialistico, si senta autorizzato a montare in cattedra e a dargli del cialtrone ("neanche lui ci capisce molto ma fa finta ...). Anche l'arroganza intellettuale è vecchia quanto il mondo. Ricordate don Ferrante, di manzoniana memoria, che muore di peste dicendo che la peste non esiste, ma che sono solo influssi della luna?

 
04/03/2013 - Azzeccagarbugli (domenico salerno)

Il primo commento che faccio è di stile, spero che le opinioni del Sig. Passali siano le sue e non del sussidiario quindi per piacere basta con il noi maiestatis, genera confusione! Nel merito è difficile raccapezzarsi in questo articolo decisamente strampalato. Faccio una domanda ai lettori: ma voi ci avete capito qualcosa? Dico veramente capito, sapreste argomentare una qualunque delle sue affermazioni tipo "il voto è un frattale" oppure dirmi quali sono "gli eccessi che non si vedono"? . Secondo me neanche lui ci capisce molto ma fa finta che tutto sia chiarissimo e così dice quello che vuole. Il metodo è vecchio come il mondo ricordate l'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria?