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FINANZA/ La "geometria" che spiega la crisi e Beppe Grillo

Beppe Grillo (Infophoto) Beppe Grillo (Infophoto)

Come fare? Cosa fare? Prima di tutto dovremo cambiare noi: stiamo già cambiando, anche solo leggendo questo articolo e imparando qualcosa di nuovo (per chi vi ha trovato qualcosa di nuovo). E dovremo essere coscienti di questo cambiamento. Il Movimento Cinque Stelle ha avuto successo, ma non è nato ieri, è un fenomeno che dura da tempo. Di questo dobbiamo essere coscienti. Non importa la grandezza dell’inizio, ma la coscienza che il cammino è lungo, per cui occorre essere preparati a durare nel tempo. Questo è il motivo per cui ho continuato a scrivere articoli su queste pagine in questi anni, fruendo della generosa ospitalità della redazione.

Come affrontare gli eccessi frattali, così presenti nella finanza come in tanti aspetti della natura e della dinamica dei rapporti economici e sociali di una popolazione? Cosa c’entra la struttura frattale della finanza e dell’economia con la crisi economica e con il ripristino della sovranità monetaria?

Magari affronteremo l’argomento in un prossimo articolo.

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COMMENTI
14/03/2013 - chiarezza (Paolo Facchini)

sarà che un frattale nella mia vita l'ho visto, ma l'articolo mi pare chiaro. Ad esempio capisco che se la legge lo permettesse, sarebbe meglio andare a votare potendo distribuire, ad esempio, 10 voti a testa: così ne darei 6 a Tizio perchè mi piace il suo programma economico 3 a Caio per l'attenzione alle fasce deboli e 1 a Sempronio per la simpatia! E così facendo tutti l'esito di una elezione corrisponderebbe maggiormente alla volontà del popolo votante (che invece è costretto a sceglierne uno solo di partito anche se non gli aggrada al 100%)

 
04/03/2013 - don Ferrante (Mario Magni)

L'articolo non mi pare "strampalato". Propone una interpretazione un po' ardita di una realtà che si fa fatica ad affrontare perché i modelli esistenti e collaudati non funzionano più. Trovo indispensabile sforzarsi di provarne altri e lodevole lo sforzo. Solo "dopo" sapremo quali sono i modelli che funzionano. Relativamente allo "stile", trovo spiacevole (molto più di un noi maiestatico)che chiunque non capisca la tesi e l'argomentazione di un altro, magari relativa ad un argomento non banale e un po' specialistico, si senta autorizzato a montare in cattedra e a dargli del cialtrone ("neanche lui ci capisce molto ma fa finta ...). Anche l'arroganza intellettuale è vecchia quanto il mondo. Ricordate don Ferrante, di manzoniana memoria, che muore di peste dicendo che la peste non esiste, ma che sono solo influssi della luna?

 
04/03/2013 - Azzeccagarbugli (domenico salerno)

Il primo commento che faccio è di stile, spero che le opinioni del Sig. Passali siano le sue e non del sussidiario quindi per piacere basta con il noi maiestatis, genera confusione! Nel merito è difficile raccapezzarsi in questo articolo decisamente strampalato. Faccio una domanda ai lettori: ma voi ci avete capito qualcosa? Dico veramente capito, sapreste argomentare una qualunque delle sue affermazioni tipo "il voto è un frattale" oppure dirmi quali sono "gli eccessi che non si vedono"? . Secondo me neanche lui ci capisce molto ma fa finta che tutto sia chiarissimo e così dice quello che vuole. Il metodo è vecchio come il mondo ricordate l'Azzeccagarbugli di manzoniana memoria?