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FINANZA/ E ora l'Europa resta appesa all'Italia

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Per l’Italia sarebbe fondamentale. Tanto più che, dal momento che gli investimenti pubblici riguardano le generazioni future, non è mai stato interesse di nessuno proteggerli.

 

La Golden Rule dovremmo chiederla noi italiani. Abbiamo la forza per pretenderla?

 

Perché, le sembra forse che l’Europa sia forte, in questo momento? L’unica realtà europea che ha espresso - come ha, del resto, riconosciuto la stessa Goldman Sachs - una certa “frizzantezza” politica è l’Italia. Siamo di fronte all’occasione di ridar vitalità a un dibattito vuoto, spento e grigio. Possiamo farlo come spesso è accaduto nella storia europea, grazie al nostro tradizionale pragmatismo. Un fattore che più volte ci ha consentito di riconoscere quando le regole si erano ridotte a una camicia di forza che ci impediva di progredire.

 

Qualcuno, tuttavia, dovrà pur rappresentarci in Europa…

 

La carenza di un governo, ovviamente, è un problema. C’è da sperare che le forze nuove non diano segnali immediati di mero opportunismo. E che consentano un accordo per creare un esecutivo. Fermo restando che la precondizione perché l’Italia possa farsi valere in Europa è un ministro dell’Economia marcatamente politico e contrario all’austerità. Un altro tecnico sarebbe una disgrazia. Il modo in cui queste persone ragionano, infatti, è ottimo per i momenti in cui le economie tirano, ma non hanno la minima idea del da farsi quando ci sono recessioni di queste dimensioni.

 

(Paolo Nessi)

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