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8 PUNTI BERSANI/ Arrigo: manca il punto 0

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Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)  Pier Luigi Bersani (InfoPhoto)

E’ un problema di performance del settore pubblico e di efficienza della spesa statale. Nel Nord Europa le elevate tasse raccolte si traducono in servizi di qualità, e quindi i soldi che i cittadini danno allo Stato portano a un ritorno per gli stessi cittadini. Nel Sud Europa al contrario si perdono per strada.

 

Veniamo agli otto punti di Bersani …

Il problema degli otto punti è che mancano il bersaglio in quanto non descrivono questo problema. Se questa diagnosi fosse accettata, il problema numero uno diventerebbe quello di rendere efficiente la spesa pubblica. Bersani però non ha neanche fatto menzione a questo tema.

 

Manca quindi la cosa più importante …

Sì, in quanto non si individua dove sta il nocciolo del problema e di conseguenza non si cerca di affrontarlo. Il male più grande è che i soldi prelevati attraverso le tasse ai cittadini con una pressione fiscale esorbitante, si traducono in servizi pubblici che non valgono quanto i sacrifici. Questo spiega la bassa crescita e la finanza pubblica problematica.

 

Si tratta di un tema sul quale potrebbe esserci un accordo con il Movimento 5 Stelle?

Se tutti riconoscessero che il problema principale è quello che abbiamo delineato, perché non dovrebbe essere possibile raccogliere un’ampia convergenza? Migliorare il settore pubblico non vuole dire ridimensionarlo. I cittadini potrebbero anche volere spendere più soldi di quelli che spendono adesso, a condizione di avere una quantità e una qualità del servizio più elevata.

 

Quale soluzione propone quindi?

Bisognerebbe offrire alle persone la possibilità di comperarsi più servizi pubblici, fornendo loro l’opportunità di controllarne la qualità. Quando i servizi sono a domanda individuale, bisogna offrire al cittadino la possibilità di scegliere. Se quest’ultimo vuole scegliere servizi più numerosi e di qualità più elevata ed è disponibile a pagare più soldi, ciò significa che il Pil sarà più alto. Ciò vale per l’istruzione, per la sanità e per tanti servizi a domanda individuale.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
08/03/2013 - manca il punto 0 (Salvatore Pulvirenti)

La risposta al quesito, Bersani l’ha già data, durante la campagna elettorale (purtroppo per lui) ed anche prima. Ha parlato di risparmi sulla spesa pubblica improduttiva, vendita di beni pubblici, emissione di titoli del debito finalizzati e cassa depositi e prestiti. Sono tutti temi che gli hanno procurato solo nemici e guai. Adesso cosa vorrebbe l’esperto, che in uno strumento di rapido consumo (e distruzione) si facesse un’analisi dettagliata? L’obiettivo degli otto punti è quello di tentare di stanare i grillini e/o di preparare la svolta/cataclisma nel PD.

 
08/03/2013 - Servizi pibblici (Giuseppe Calabrese)

La questione fondamentale è che lo Stato deve assicurare l'erogazione dei servizi pubblici, ma non nella produzione di questi. Questo vuol dire assicurare la sanità ma che può essere "offerta" da soggetti statali o convenzionati, fornire l'istruzione ma che può essere offerta da soggetti statali o parificati/paritari, etc.. Erogare il servizio vuol dire anche valutare se l'offerta è stata efficiente/efficace, ma questo lo stato non vuole o non è capace di farlo, e pertanto presume che la produzione del servizio da parte di soggetti statali ne assicuri la bontà. Pura teoria se non paura della libertà. Su questo il M5S è più statlista dei statalisti.