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FINANZA/ La "tela" di Draghi in aiuto all’Italia

Pubblicazione:venerdì 8 marzo 2013

Mario Draghi (InfoPhoto) Mario Draghi (InfoPhoto)

Ma andrà così o questo giudizio, in stridente contraddizione con le grida bellicose in arrivo dalla Penisola, si rivelerà troppo ottimista? Draghi offre una traccia: “molti sottostimano - nota - la quantità di capitale politico investita nell’euro”, una valutazione che ricorda nello stile il monito lanciato nel luglio scorso contro la speculazione che cercava di affossare l’euro. “Faremo quanto necessario - disse allora - per salvare l’euro. E, credetemi, sarà sufficiente”. Oggi, con altri toni, fa presente che il cammino compiuto dall’euro è ormai irreversibile, piaccia o meno. Messe contro il muro, le singole classi dirigenti nazionali del nostro continente continuano dunque a scegliere l’Europa e l’euro non per idealismo, ma perché hanno paura di se stesse. E l’Italia non fa certo eccezione.

Ma con la paura non si crea sviluppo. Draghi lo sa e tesse, così come un anno fa, la sua tela per correggere l’austerità disegnata dalla Germania. Con la prudenza necessaria in un anno di elezioni oltre Reno (e forse pure da noi). I primi risultati si sono già visti: gli obiettivi di disavanzo pubblico di Spagna e Portogallo sono stati rinviati di un anno, Ora tocca alla Francia e, presto, anche all’Italia, se saprà dotarsi di un governo pronto a sfruttare l’assist. Pensiamoci, anche perché solo le riforme strutturali (e la riduzione delle spese) possono consentire tagli di tasse.

La crisi italiana, per il momento, ha avuto la fortuna di cadere in un momento di mercato molto favorevole che offre grandi opportunità. Molto di più di un taglio dei tassi. A questo punto, ci suggerisce Draghi, l’importante è sfruttare il trend affidandosi alla meccanica di un pilota automatico. Speriamo che nessuno voglia toccare la cloche per vedere l’effetto che fa.



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