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FINANZA/ Il "trucco" di Francia e Germania per fare soldi con Cipro

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Ma perché depositare i soldi a Cipro? I depositi bancari, per loro natura, sono di tre tipi primari: di privati, di aziende e di altre banche. Le prime due categorie hanno rapporti di lungo termine con la banca e muovono il denaro molto lentamente. I depositi da parte di altre banche, invece, vengono definiti “hot money”, perché arrivano in fretta e altrettanto rapidamente se ne vanno. Perché? Perché il loro unico interesse è guadagnare sul differenziale dei tassi di interesse, punto. Una banca tedesca, ad esempio, paga un tasso di interesse molto basso per i depositi overnight, quindi dovrebbe ampliare a dismisura e di continuo la platea di nuovi depositari per guadagnare. Ma se si guarda bene altrove ci sono posti dove i tassi si fanno davvero interessanti. Dove? A Cipro, ad esempio. Dove un deposito overnight viene remunerato con l’1,1% contro lo 0,55% in Germania ma un conto deposito di un anno frutta il 2,8% e un deposito a tempo, sempre vincolato per un anno, addirittura il 4,9%. Insomma, tutto profitto, frutto di un gioco di spread sui tassi. Il tutto, però, a condizione che le banche cipriote non falliscano, altrimenti boom! Si perde, eccome.

E quanto avrebbero guadagnato le banche tedesche da questo giochino? Basta sottrarre il tasso overnight tedesco da quello di un conto a tempo cipriota (4,9-0,55) e moltiplicarlo per 60 miliardi di euro: fanno 2,61 miliardi di profitto l’anno. Troppi dite? Allora facciamo i braccini e usiamo l’ultimo dato disponibile, quello di fine 2011, ovvero più di 20 miliardi di euro: è quasi un miliardo di interesse l’anno. Non male, visto che lo sforzo massimo richiesto è quello di trasferire i fondi e aver pazienza per dodici mesi. In un contesto normale, nulla di che. Ma in quello dell’eurozona e post-swap greco, c’è da tenere gli occhi aperti: occorre essere preveggenti o informati da chi di dovere, perché occorre avere il tempo di svincolare i soldi prima del default e, soprattutto, smettere di trasferirne un anno prima. Roba da Houdini! Anche perché, altrimenti, a fronte di un 4,9% di interesse annuo, si va a pagare un haircut spropositato sui conti correnti (e vi assicuro, le banche versano più di 100mila euro).

Ora guardate questo altro grafico qui sotto, ci fornisce l’orizzonte temporale con cui i vari depositari della banche cipriote hanno saputo anticipare la crisi sul totale delle fonti di deposito estere. In nero l’eurozona, quindi principalmente banche tedesche e francesi; in rosso cittadini e aziende cipriote; in blu, le banche cipriote; in verde le banche extra-eurozona; in arancione depositari russi e britannici. Dando un’occhiata alle scadenze temporali, vediamo che alla fine del 2011 - quando si sapeva che la Grecia avrebbe fatto default e quindi i regolatori, quanto meno l’Eba, sapeva che le banche cipriote erano fritte - l’ammontare di depositi da parte di banche dell’eurozona era di oltre 20 miliardi di euro, un bagno di sangue se a Cipro si fosse applicato prima del tempo il bail-in con prelievo forzoso. Soprattutto perché all’epoca, quei soldi erano vincolati in depositi a tempo per guadagnare il massimo sui tassi: nessuno poteva prelevarli, restavano a Cipro. Ma con il passare del tempo, le banche francesi e tedesche hanno dimezzato le loro detenzioni a Cipro passando da 20 a 10 miliardi, ovvero man mano che scadevano i contratti a tempo, i soldi venivano rimpatriati al volo.

 



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