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Economia e Finanza

FINANZA/ Le balle sull’euro che "distraggono" l’Italia

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Il resto sono una serie di invettive che dimostrano anche scarsa dimestichezza con la lingua italiana quando si scambia il significato di crescita (nel mio testo chiaramente legata alla metafora dell’adultità) con la crescita (economica). Oppure rivelano una preoccupante amnesia storica, quando il Passali si chiede perché ci hanno voluto nell’euro, dimenticando che ci siamo entrati per il rotto della cuffia e che in realtà non ci volevano… Non devo scrivere un libello, quindi mi limito a due considerazioni.

Il debito non è esploso quando abbiamo perso la capacità di inflazionarlo, ma quando l’inflazione non è bastata a controbilanciare l’accumulazione di debito a causa dei disavanzi anche in relazione al costo del debito. Ricordo anche a Passali che la spesa per interessi sul Pil prima dell’entrata nell’euro aveva superato il 20% e che in relazione alla nostra entrata tale rapporto è sceso sotto il 10% (a causa di migliori tassi di interesse sul debito collegati alla stabilità valutaria).

Non è colpa dell’euro se la spesa corrente ha continuato a crescere senza che si traesse vantaggio dal controllo della spesa per interessi, GRAZIE all’euro (non è difficile, basta usare le fonti Istat e Banca d’Italia e anche un inesperto come me lo capisce). La seconda considerazione riguarda la convergenza dei diversi paesi secondo il Trattato di Maastricht. Anche qui non capisco dove trovi fondamento l’affermazione che si sarebbe trattato di una gara uguale per tutti. In realtà, pur con i possibili limiti di alcuni paletti, a ogni Paese è stato chiesto di procedere in una direzione in modo costante e coerente, riconoscendo differenze in partenza (altrimenti con un rapporto debito/Pil così alto non ci saremmo mai entrati) e ammettendo diverse deroghe. Anche in questo caso, non è colpa dell’euro se abbiamo usato i vantaggi del contenimento della spesa per interessi per continuare a finanziare la spesa corrente, invece che ridurla o almeno aumentare quella per investimenti.

Ci sarebbe molto da dire anche sul perché non si fanno fallire le banche che non mi stanno particolarmente simpatiche, ma mi auguro che se si deciderà finalmente di farlo come sembra auspicare Passali, inizino da quella dove ha i suoi depositi e non dalla mia. Oppure, ancora sul fallimento della scienza economica, sulla quale mi auguro Passali volesse giocare l’iperbole (un po’ il jolly di questo tipo di prosa, un vero canone, ormai in voga nella ricerca del “cattivo”), visto che la scienza moderna in generale è falsificazionista, impara dai propri errori ed evolve. Laddove tutto fosse prevedibile, non avremmo bisogno nemmeno di studiarlo, ma non mi sembra che si possa parlare di “scienza economica dominante e al potere” a meno di non allinearsi alle teorie del complotto. Non si capisce poi quale sarebbe quella non dominante, ma evidentemente come in Fahrenheit 451 ci sono libelli scambiati di nascosto tra pochi adepti che lottano per la sopravvivenza della verità.


COMMENTI
10/04/2013 - Una domanda (Diego Perna)

Vorrei capire meglio e lo chiedo a lei che è un sostenitore dell'euro, perchè se all'Italia serve moneta la deve chiedere in prestito alla Bce, che magari, come ha fatto in Grecia glieli presta solo a patto che licenzia dipendenti pubblici, aggravandone ancora di più la situazione. E poi mi spiega perchè le imprese chiudono a migliaia? Non mi dica che è solo perchè sono obsolete, Secondo me è l'euro che lei tanto difende, che è obsoleto, perchè non risponde più alle esigenze di tutti.Buona Giornata

 
10/04/2013 - Le balle dei bocconiani che "distraggono" l'italia (Pietro Sita)

Quando ho letto il primo articolo di Passali l'ho trovato molto bene argomentato.Mi sono incuriosito e ho acquistato il libro "Il tramonto dell'Euro" di A.Bagnai,nel quale,in modo molto semplice e con una seria di grafici dimostra come l'Euro sia stato un disastro per l'Italia. Sicuramente, se fossimo tedeschi, avrebbe funzionato anche per noi, peccato che non lo siamo.Un paese come il nostro non doveva neppure entrare nell'euro. La svalutazione del '92 era il frutto del cambio fisso dello SME. Se invece di incapponirsi a difendere per mesi un cambio indifendibile si fosse usciti prima dallo SME, non ci sarebbe stato lo shock di una svalutazione secca del 20%, che fu in parte recuperata nell'anno successivo. La scienza economica ufficiale a cui si riferisce esiste eccome. E' il pensiero economico neo-monetarista portato avanti dalle grandi istituzioni finaziarie anglo-sassoni (in prima fila Goldman Sachs che ha occupato con i suoi uomini perfino la istituzioni governative)e a cui si sono accodati tutti i paesi occidentali, il Giappone e anche la Cina, che presto dovrà fare i conti con l'eccesso di debito e di leva finaziaria di cui si è servita per cercare di uscire da una crisi causata dall'eccesso di debito. E' questa politica neomonetarista la causa del disastrosa crisi mondiale. Non sono un economista, sono solo un ingegnere meccanico e come tale sono abituato alla concretezza. Nei suoi articoli vedo solo aria fritta,e una serie di luoghi comuni che lei vede negli altri.