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I BUCHI DELLO STATO/ Arrigo: il 75% delle nostre tasse si è "perso per strada"

Pubblicazione:venerdì 12 aprile 2013

Mario Monti (Infophoto) Mario Monti (Infophoto)

Neanche i conti in ordine: l’elemento in assoluto più qualificante del governo tuttora in carica potrebbe rivelarsi un bluff. Astrattamente, rientriamo perfettamente nei parametri di Maastricht, che impongono come limite massimo al rapporto deficit/Pil la soglia del 3%. Per il 2013 siamo al 2,9%, nel 2014 saremo all’1,8% e nel 2015 al 2,5%. Queste, per lo meno, sono le stime contenute nel Def appena approvato dal governo. Che, tuttavia, non tiene conto di una serie di imprevisti quali l’ipotesi che l’Imu venga rivista (come hanno promesso tutte le forze politiche), i pagamenti in scadenza alle Pa e le risorse necessarie per rifinanziare la Cassa integrazione in deroga. Ugo Arrigo, professore di Finanza pubblica presso l’Università Bicocca di Milano, aveva già da tempo previsto su queste pagine un simile scenario.

 

Si poteva immaginare che sarebbe andata a finire così?

Già nel dicembre del 2011 lo feci presente. Dato che il governo stava approntando una manovra recessiva, e siccome il Pil ne avrebbe risentito negativamente, non si sarebbe dovuto calcolare il gettito in maniera ragionieristica. Applicando, cioè, le nuove aliquote ai vecchi imponibili. Invece, è quello che hanno fatto i ragionieri dello Stato. Tale miopia ha prodotto alcuni effetti drammatici.

 

Ci spieghi meglio.

 Nel 2013 avremmo dovuto osservare gli effetti di tre manovre: l’ultima di Tremonti e due di Monti, per un ammontare di 49 miliardi, ovvero 3,2 punti di pil. Tuttavia, il miglioramento dei contri pubblici, ovvero del raporto deficit/Pil, è stato di soli 0,8 punti percentuali. Mancano, evidentemente, all’appello, 2,4 punti.

 

Che fine hanno fatto?

Per ogni 4 euro di manovra, uno è servito per migliorare i conti, gli altri tre si sono “persi per strada”. E’ come se le risorse si fossero trasferite dal contribuente al beneficiario attraverso un secchio d’acqua bucato.

 

Cosa intende con “persi per strada”?

Significa che questi soldi sono svaniti nella recessione: sul reddito prodotto si sono pagate aliquote più alte; ma sono diminuiti i redditi. E, alle tasse raccolte, si è dovuto sottrarre quelle che non è stato possibile raccogliere perché non c’era il reddito cui applicarle. Un fenomeno estremamente negativo: per l’economia (una parte di ricchezza non è stata prodotta), per il Fisco (è diminuita la base imponibile) e per il contribuente (il suo reddito netto, per la crisi e per le tasse, è diminuito).

 

A quanto potrebbe ammontare il mancato introito?


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COMMENTI
12/04/2013 - logiche conseguenze (Diego Perna)

C' é una cosa che si chiama realtá, tutti dovremmo vederla, é nella ns natura infatti indagarla per trarne le logiche che la sottendono cosí da poter capirne i meccamismi ed eventualmente mettere in pratica azioni che portino benefici alla vita di ognuno. Ovvio che non é la logica reale che guida ormai le scelte, ma la logica della comunicazione, vedi ad esempio quante volte ci hanno fatto illudere di una possibile ripresa , trascurando tutti, dico tutti i dati della realtá. Se le imprese oggi sono cento e danno un gettito allo stato di 1000, cioé 10 a testa, se di queste ne chiudono 50 , le restanti dovranno fornire il doppio cioé 20. Peró poi non ce lafanno e ne chiudono altre 20 e cosí via . É un meccanismo logico, ma i professori non lo capiscono. Io chiuderó, la mia impresa, é vero non versa molti soldi allo stato, ma tra inps , inail, e un poco d' iva,, anche fosse solo per l' enel e il telefono, arrivo anche a 7 8 mila euro l' anno, una miseria che moltiplicata peró per centinaia di migliaia sono una bella somma. Peró lo stato vuole che io chiuda, o lo vuole o non gliene frega nulla, é la legge economica. Io credo inoltre che non sia piú conveniente lavorare, anche perché non rispettando i parametri degli studi sei considerato un evasore con tutte le conseguenze. LItalia non é piú un paese per gente che vuole lavorare ,e farlo da imprenditori é ormai considerato un bene di lusso. Sono deluso oltre che arrabbiato. Buona giornata e buona fortuna