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FINANZA/ I due "schiaffi" all’euro che mettono a terra l’Italia

Pubblicazione:sabato 13 aprile 2013

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Sul tema della svalutazione competitiva c’è però una buona notizia per l’Italia: abbiamo una disoccupazione che sta devastando la società, dopo aver già devastato l’economia. La parte positiva è che con la disoccupazione alta è facile che i lavoratori siano disposti ad accettare un salario più basso pur di lavorare. Salari più bassi significa costi di produzione più bassi, prezzi di vendita più bassi e quindi vantaggio nelle esportazioni. Questo fenomeno ci ha portato a essere più competitivi soprattutto nel mercato tra paesi euro: sebbene Germania e Italia abbiano la stessa valuta, i nostri beni sono “svalutati”.

Passiamo ora alle previsioni sui tassi di cambio per i prossimi mesi e anni. Alcuni anni fa, in una conferenza sulle commodities tenuta a Barcellona da una importante banca d’affari inglese, un giovane gestore di fondi pensione italiano chiese al loro capo economista come si sarebbe mosso il cambio euro/dollaro nei mesi successivi. Certo di ricevere un’importante rivelazione vide però l’analista inglese mettere un dito in bocca e poi alzarlo in aria facendo il gesto di uno che sta cercando di capire da dove tira il vento. Capimmo tutti ciò che intendeva dirci.



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