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FINANZA/ 1. Altro che Merkel, è la Francia il vero nemico dell'Italia

Angela Merkel e Francois Hollande(Infophoto) Angela Merkel e Francois Hollande(Infophoto)

Tuttavia la favola della strega Merkel continua a fare molta presa. Tale favola fa il paio con l’altra in circolazione della possibilità per l’Italia di tenere politiche unilateralmente espansive (in deficit) con un rapporto debito/Pil al 127% e 75 miliardi di interessi sul debito all’anno. O quella per la quale si possa imporre manu militari alla Germania, con questa architettura istituzionale della zona euro, politiche inflazionistiche o espansive. Uscendo dalle favole, ovviamente il problema esiste e non si identifica con una persona, ma con la pessima ingegneria costruttiva dell’euro. L’euro, se non vuole essere un mero serpente monetario senza banda di oscillazione (dallo stesso ineluttabile destino del primo), necessita di un bilancio federale che funga da arteria femorale per compensare le asimmetrie competitive tra Stati e svolga funzione anti-ciclica e ridistributiva attraverso la fiscalità. Occorre però adottare una prospettiva politica estremamente ambiziosa. O l’euro è una scelta geopolitica o non è.

Proprio la Strega, nell’agosto del 2012, naturalmente questo nella favola non si dice, ha riversato sui tavoli europei delle linee di sviluppo dell’area euro che parlavano senza reticenze di bilancio federale sottoposto a controllo democratico quale approdo. Progetto perfettibile e che non escludeva la necessità di fare le riforme ognuno in casa propria, ma che additava gli Stati Uniti come modello politico e l’emissione di euro-securities. La preoccupazione maggiore di quel Paese è infatti vincere la strana logica invertita che imperversa.

Nella successione storica degli stati federali si sono sempre viste prima le unioni di bilancio e poi quelle di trasferimento o almeno le due cose devono essere coeve. Altrimenti chi trasferisce risorse teme di gettarle in un buco nero. Occorreva a quel punto (e occorre oggi) additare un orizzonte storico al nostro Paese spiegando alla Francia (vero ostacolo e partner indefettibile a questo progetto) che lo status quo non è difendibile. In mezzo al guado non si può stare. Si viene trascinati dalla corrente della storia. Storia che, a differenza della favole, non ha sempre il lieto fine ed è il portato delle scelte degli uomini qui e ora.

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COMMENTI
14/04/2013 - commento (francesco taddei)

e come si concilia tutto ciò con uno stato che sta appieno nel mercato europeo ma fuori dalla moneta, dal fondo salva stati e da qualsiasi ipotesi di bilancio comune ma fermamente decisa a rimanere dentro al mercato che si chiama gran bretagna?

 
14/04/2013 - FINALMENTE IL CORAGGIO DI ANDARE CONTROCORRENTE (Amal Baghdadi)

GRANDE ARTICOLO, DATI ALLA MANO, CI COSTRINGE A GUARDARCI ALLO SPECCHIO COME POPOLO.