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FINANZA/ 2. Così una nuova lira può salvare l’Italia

Pubblicazione:domenica 14 aprile 2013

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Cioè, ipotizzando una svalutazione catastrofica del 50%, avremmo il costo della benzina che arriva a circa 2,03 euro al litro. E se con la benzina io trasporto zucchine (tanto per fare un esempio concreto), il costo del trasporto sarà una frazione dei costi di produzione e quindi si avrà un impatto sempre più limitato sul prezzo di vendita delle zucchine. Al contrario, in caso di forte svalutazione, le mie esportazioni godranno al 100% degli effetti benefici della svalutazione. La svalutazione porta quindi effetti negativi per tutto ciò che importiamo ed effetti benefici per tutto ciò che esportiamo: ma gli effetti negativi sono comunque moderati dalle nostre lavorazioni e dal nostro costo del lavoro, mentre gli effetti positivi della svalutazione ricadono al 100% sui prezzi dei prodotti che vendiamo all'estero.

Non solo, ma l'Italia è sempre stata strutturalmente una nazione esportatrice. Quindi gli effetti positivi per noi sarebbero ancora più vistosi. In fin dei conti, quello che sarebbe ragionevole prevedere è una discreta inflazione insieme al boom delle esportazioni, con un forte aumento dell'occupazione.

Queste cose, chi oggi è al governo in Italia, le sa benissimo: Monti, in maniera ironica, chiese agli economisti tedeschi se preferivano competere con le innovative imprese italiane aventi una nuova lira svalutata del 30-40% rispetto all'euro. E lo sapevano benissimo tutti quelli che hanno collaborato alla costruzione di questo euro, sapevano benissimo che avrebbe portato alla crisi: lo testimonia uno studio, scaricabile dal sito ufficiale della Commissione Europea, che raccoglie 170 pubblicazioni di economisti americani sulla nascita dell'euro, il cui titolo è tutto un programma:“Non può succedere, è una cattiva idea, non può durare”.

Questo vale in termini di ragionamento: ma la storia ha qualcosa da dirci? Vediamo. Nel 1992 la speculazione contro la lira ci costringe ad uscire temporaneamente dallo Sme, con una svalutazione della lira che è stata circa del 20%. Ma l'inflazione come andò? Tra quell'anno e quello successivo l'inflazione è passata dal 5% al 4%, cioè è calata. Un altro esempio? Tra il 1999 e il 2000 la lira aveva già il cambio fisso con l'euro a 1936,27. In quel periodo l'euro si svalutò sul dollaro di circa il 30%, passando da 1,15 a 0,84 Euro su Dollaro. Quindi per noi il petrolio, che paghiamo in dollari, costava il 30% di più. Ma anche in quel periodo l'inflazione rimase contenuta, intorno al 3%. Dunque la storia e i freddi numeri sembrano disegnare uno scenario concorde con i ragionamenti sopra esposti: all'Italia converrebbe uscire dall'euro e ripristinare una moneta nazionale.

Del resto, a conclusioni analoghe sono giunti due studiosi della famosa banca americana Merrill Lynch, che hanno pubblicato uno studio nel quale mostrano come alla Germania addirittura converrebbe pagare l'Italia per farla rimanere nell'euro.


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COMMENTI
15/04/2013 - è questione di attributi! (LUCIANO VIGEVANO)

trovo ottimissimo l'articolo e trovo assurdo che non si capisca, o si finga di non capire, il vero metamessaggio che vuole trasmettere: Signori che andate ai tavoli internazionali a trattare con i "nemici" (una volta si facevano le guerre in armi, oggi molto più subdolamente, così!), invece di andare regolarmente con i pantaloni già slacciati, mettete sul tavolo gli attributi ... almeno quelli che questo bellissimo articolo vi dà.... in omaggio. LUCIANO VIGEVANO

 
14/04/2013 - idealismo e realismo (Santino Camonita)

Ringrazio innanzitutto il dott G.Passali di aver preso spunto da un mio commento per scrivere il presente articolo.Detto ciò però permangono in me dubbi su alcune"teorie economiche" proposte dall'autore,e forti obiezioni a passaggi a mio avviso "forzatamente azzardati".1)Se le cose stanno così,non dovremmo aspettare neanche un nanosecondo per uscire dall'euro e tornare alla moneta nazionale,giacchè l'abbandono dell'euro ci farebbe improvvisamente tutti più ricchi e benestanti,ma sorge spontanea la fatidica domanda:ma allora che ci siamo entrati a fare nella moneta unica?Mi pare di ricordare che tutti,e dico tutti eravamo ben contenti di questa svolta epocale a tal punto che qualcuno,io non di sicuro,non so Lei,brindava con lo Champagne.Mortadella, parlava di “una nuova epoca”.Ciampi: “Un grande segno di pace”.Monti"Questa moneta unica europea è una moneta davvero unica".Ma se le cose stavano questi signori hanno giocato a monopoli sulla nostra pelle.2)Ammesso che la sua teoria funzioni,chi garantisce che ci sarà un“governo in carica che stabilirà il ripristino della sovranità monetaria,e farà una legge speciale a garanzia dei debitori”? 3)Cosa vuoi che sia la rata del mutuo,a confronto del sacrificio compiuto dagli italiani per conquistare la libertà?C’è in gioco la nostra libertà e vogliamo parlare della rata del mutuo?Giusto,ma gli idealismi non sono il mio forte,ma da questo momento lotterò per essi..e la rata del mutuo? Che sciocco…da domani ci penserà Lei!Saluti

 
14/04/2013 - Nuova lira (Diego Perna)

Mi piace molto il suo articolo, e spero sia letto anche da chi fa politica, in Italia e in Europa. Non posso però non vedere come la maggior parte di politici e intellettuali vivano alla corte dei re, e ne traggano benefici e compensi, il potere infatti assolda intelligenze per difendere e promuovere se stesso e lo fa in tutti i modi possibili. Poi ,c' é da dire che chi ha visibilitá mediatica potere e qualche euro, difficilmente vorrá rinunciarvi per far ritornare la speranza e il desiderio ai popoli e alla gente, ma continuerá a cercare di convincere se stesso che sta facendo qualcosa di buono, o anche solo ricostruire qualche centinaia di posti di lavoro, difendendo l' operato dei vari Monti, ma anche di Berlusconi e ora anche dei Saggi perché bisogna essere realisti o comunque è l' Europa che ci chiede di sacrificarci al cambiamento epocale che porterá pace e prosperitá quasi fosse il nuovo dio, e l'euro ne è uno degli aspetti che deve essere anche culturalmente tutelato, e se di tanto in tanto qualcuno si suicida o é il prezzo da pagare, oppure era depresso per conto suo. A me piace pensare che non sia soltanto Lei ad avere ancora la speranza che giá una soluzione alla crisi di imprese e famiglie possa essere il ritorno alla nostra sovranitá monetaria, ma vedo che nessun altra autorevole, se ce sono, voci di questo giornale, credono lontanamente a un ritorno alla lira, anzi la strada della finanza, anche cosí com' è sembra essere privilegiata. Grazie Buona Domenica