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FINANZA/ 2. Così una nuova lira può salvare l’Italia

I pro e i contro dell'uscita dall'euro da parte dell'Italia. GIOVANNI PASSALI analizza la situazione con una serie di esempi a partire da come avverrebbe il pagamento delle rate di un mutuo 

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Sono decenni che i media principali e tutti i cosiddetti esperti insistono su frasi fatte e dogmi in materia di economia; è veramente difficile per noi oggi iniziare a pensare in termini diversi. Occorre davvero un cambio di mentalità, una metanoia, una conversione culturale. Ma occorre farlo, occorre impegnarsi in questa fatica culturale per rovesciare questo sistema dispotico. Quando ho iniziato il mio libro sulla crisi, che presto verrà pubblicato, avevo ben chiari i motivi per cui valeva la pena di questa fatica. E le stesse motivazioni sono quelle che mi spingono alla fatica di questi articoli. Occorre rendersi conto che non si tratta di aggiungere alcune informazioni, quelle da me proposte, a un quadro chiaro di conoscenze. Occorre invece rovesciare completamente il quadro,occorre ridisegnarlo completamente, partendo dalle informazioni proposte (qui e non solo qui).

Una metanoia culturale che si trasformi in una rivoluzione sociale. Riprenderò alla fine il filo di questo ragionamento, dopo aver affrontato da un punto di vista logico e scientifico l'argomento della sovranità monetaria. Per questo colgo l'occasione di un commento a un mio articolo per smontare uno dei tanti luoghi comuni. Ecco il testo completo di quel commento. “Ma se lo capisce anche un bambino che tornare alla lira sarebbe una catastrofe per tutti gli italiani, non riesco a capacitarmi come ancora certi soloni e fior fiori di economisti, come l'autore, insistano sulla convenienza ad abbandonare l'euro. Certo nella moneta unica, alle condizioni che ci hanno imposto, non dovevamo entrarci...ma Mortadella questo allora non lo aveva capito, adesso è troppo tardi e la frittata è stata fatta. PS: Anch'io non so nulla di economia ma avendo un mutuo in euro, so quel poco che basta per affermare con certezza che tornare alla lira è una colossale sciocchezza.”

Cominciamo col dire che l'economia, evidentemente, non è cosa da bambini. E lo posso dire con la massima disinvoltura, non essendo un economista. Non ho un'etichetta da difendere. Ma ragioniamo, usando però, oltre al buon senso, anche tutte le informazioni a nostra disposizione, come gli esempi storici e i dati che ne derivano. Il ragionamento sottinteso nel commento è il seguente. L'euro è forte, mentre una qualsiasi moneta nazionale sarebbe debole; figuriamoci una moneta italiana, con la considerazione (bassa) che hanno di noi all'estero. Quindi, se ritorniamo a una nostra moneta, per prima cosa avremo una svalutazione dovuta alla speculazione dei mercati finanziari. Poi, svalutata la moneta, pagheremo carissimo tutto ciò che importiamo, quindi avremo anche una fortissima inflazione. E per finire la tragedia, chi oggi ha un mutuo (contratto ovviamente in euro), con una moneta svalutata, avrà il costo delle rate che diverrà insostenibile.

Bene, cominciamo a ragionare. Ipotizziamo, per facilità di ragionamento, che lo Stato instauri una nuova moneta chiamata “fiorino”, al cambio di 1000 a 1, cioè 1000 fiorini valgono 1 euro dal giorno 1 giugno di quest'anno. Da quel giorno lo Stato accetterà il pagamento delle tasse in fiorini, le banche distribuiranno fiorini, sul mercato dei cambi si potranno acquistare e vendere fiorini. Da quel giorno, tutti i conti correnti saranno denominati in fiorini (il numero sarà quindi moltiplicato per 1000) e gli stipendi distribuiti in fiorini. I commercianti avranno l'obbligo di convertire i prezzi in fiorini (moltiplicandoli per 1000). Avevi uno stipendio da 1000 Euro? Riceverai un milione di fiorini. La macchina costava 15mila Euro? La pagherai 15 milioni di fiorini.


COMMENTI
15/04/2013 - è questione di attributi! (LUCIANO VIGEVANO)

trovo ottimissimo l'articolo e trovo assurdo che non si capisca, o si finga di non capire, il vero metamessaggio che vuole trasmettere: Signori che andate ai tavoli internazionali a trattare con i "nemici" (una volta si facevano le guerre in armi, oggi molto più subdolamente, così!), invece di andare regolarmente con i pantaloni già slacciati, mettete sul tavolo gli attributi ... almeno quelli che questo bellissimo articolo vi dà.... in omaggio. LUCIANO VIGEVANO

 
14/04/2013 - idealismo e realismo (Santino Camonita)

Ringrazio innanzitutto il dott G.Passali di aver preso spunto da un mio commento per scrivere il presente articolo.Detto ciò però permangono in me dubbi su alcune"teorie economiche" proposte dall'autore,e forti obiezioni a passaggi a mio avviso "forzatamente azzardati".1)Se le cose stanno così,non dovremmo aspettare neanche un nanosecondo per uscire dall'euro e tornare alla moneta nazionale,giacchè l'abbandono dell'euro ci farebbe improvvisamente tutti più ricchi e benestanti,ma sorge spontanea la fatidica domanda:ma allora che ci siamo entrati a fare nella moneta unica?Mi pare di ricordare che tutti,e dico tutti eravamo ben contenti di questa svolta epocale a tal punto che qualcuno,io non di sicuro,non so Lei,brindava con lo Champagne.Mortadella, parlava di “una nuova epoca”.Ciampi: “Un grande segno di pace”.Monti"Questa moneta unica europea è una moneta davvero unica".Ma se le cose stavano questi signori hanno giocato a monopoli sulla nostra pelle.2)Ammesso che la sua teoria funzioni,chi garantisce che ci sarà un“governo in carica che stabilirà il ripristino della sovranità monetaria,e farà una legge speciale a garanzia dei debitori”? 3)Cosa vuoi che sia la rata del mutuo,a confronto del sacrificio compiuto dagli italiani per conquistare la libertà?C’è in gioco la nostra libertà e vogliamo parlare della rata del mutuo?Giusto,ma gli idealismi non sono il mio forte,ma da questo momento lotterò per essi..e la rata del mutuo? Che sciocco…da domani ci penserà Lei!Saluti

 
14/04/2013 - Nuova lira (Diego Perna)

Mi piace molto il suo articolo, e spero sia letto anche da chi fa politica, in Italia e in Europa. Non posso però non vedere come la maggior parte di politici e intellettuali vivano alla corte dei re, e ne traggano benefici e compensi, il potere infatti assolda intelligenze per difendere e promuovere se stesso e lo fa in tutti i modi possibili. Poi ,c' é da dire che chi ha visibilitá mediatica potere e qualche euro, difficilmente vorrá rinunciarvi per far ritornare la speranza e il desiderio ai popoli e alla gente, ma continuerá a cercare di convincere se stesso che sta facendo qualcosa di buono, o anche solo ricostruire qualche centinaia di posti di lavoro, difendendo l' operato dei vari Monti, ma anche di Berlusconi e ora anche dei Saggi perché bisogna essere realisti o comunque è l' Europa che ci chiede di sacrificarci al cambiamento epocale che porterá pace e prosperitá quasi fosse il nuovo dio, e l'euro ne è uno degli aspetti che deve essere anche culturalmente tutelato, e se di tanto in tanto qualcuno si suicida o é il prezzo da pagare, oppure era depresso per conto suo. A me piace pensare che non sia soltanto Lei ad avere ancora la speranza che giá una soluzione alla crisi di imprese e famiglie possa essere il ritorno alla nostra sovranitá monetaria, ma vedo che nessun altra autorevole, se ce sono, voci di questo giornale, credono lontanamente a un ritorno alla lira, anzi la strada della finanza, anche cosí com' è sembra essere privilegiata. Grazie Buona Domenica