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BTP ITALIA/ Rendimenti e rischio inflazione, ecco perché conviene acquistarli (anche agli stranieri)

Pubblicazione:lunedì 15 aprile 2013

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Lo ribadisco, per quanto l’ammontare elevato del nostro debito pubblico rappresenti, di per sé, un grosso problema, il nostro Paese non è a rischio default. D’altra parte, è chiaro come le valutazioni degli investitori circa la vantaggiosità dell’investire o meno nel nostro debito siano, a oggi, positive. Ci sono stati dei momenti in cui si è pensato che l’Italia potesse fare la fine di Grecia, Spagna e Irlanda. Di recente, si è capito non solo che questo rischio non esiste ma che l’Italia offre pure buoni rendimenti. Di conseguenza, gli stranieri sono tornati a investire da noi. Verosimilmente, questi titoli susciteranno l’interesse anche degli investitori istituzionali stranieri.

 

Non sarebbe meglio insistere nella riduzione dell’esposizione del nostro debito pubblico all’estero?

Assolutamente no. E’ meglio, casomai, che non si induca la percezione del rischio Italia. Se buona parte della ricchezza che si crea all’estero finanzia il debito italiano, vuol dire che non siamo costretti a usare più risorse di quelle di cui effettivamente disponiamo; e significa, inoltre, che tutti credono nel nostro debito, nella solidità del nostro Paese, nel fatto che abbiamo una grande industria e che, di conseguenza, ci finanzino. E’ come, in sostanza, quando un’azienda riesce a ottenere credito da una banca. Vuol dire che quell’azienda ispira fiducia.

 

(Paolo Nessi)



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