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FINANZA/ Oro e Cipro, i due "gialli" che interessano anche l’Italia

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Prima dell’Italia, però, potrebbe esserci il Portogallo e temo che l’intervento sulle riserve auree sia un chiaro indizio del fatto che Lisbona avrà bisogno non solo di più tempo ma anche di un secondo salvataggio. E non sarà un free lunch. La nazione, infatti, è impantanata in una trappola debitoria spaventosa, la contrazione economica è molto più profonda di quando preventivato, grazie alle politiche di austerity che la Corte costituzionale ha bocciato questa settimana, innescando la volontà di rappresaglia di Bruxelles. Lisbona dovrà finanziarsi per 14,1 miliardi l’anno prossimo e per 15 miliardi nel 2015, il 30% in più di quanto necessario quando scoppiò la crisi nel 2011.

Insomma, i 78 miliardi di salvataggio non bastano, la situazione è più grave: la ratio debito/Pil raggiungerà il 124% quest’anno e il carico per il finanziamento e il servizio del debito continuerà a salire almeno fino al 2017. L’unico settore che traina è l’export, peccato che conti solo per il 30% del Pil, quindi non riesca a compensare la devastante contrazione della domanda interna. Il deficit è al 6% del Pil, mentre il debito esterno è pari al 300% del Pil. In compenso, grazie ai metodi poco urbani di Salazar, il Portogallo ha 382 tonnellate di riserve auree, le quattordicesime al mondo, più di Gran Bretagna (grazie a Gordon Brown che lo svendette quando le quotazioni erano ai minimi) e Spagna. Se, come appare ormai ovvio, il Portogallo avrà bisogno di un altro salvataggio, pensate ancora che Cipro resterà un “caso unico”? Altro che oro per la patria, qui è oro per la Bce. E per le elezioni della Merkel.

 

P.S.: Un po’ di timing, tanto per farvi capire meglio. Venerdì scorso, giorno dell’Eurogruppo, il mercato futures dell’oro di New York ha aperto con una monumentale vendita di 3,4 milioni di once, circa 100 tonnellate in contratti futures sul mese di giugno. Guarda caso, questo shot iniziale ha portato l’oro a 1540 dollari l’oncia, di fatto il livello di supporto per molti traders. Nei 30 minuti seguenti, sono state vendute altre 10 milioni di once, circa 300 tonnellate, un timing perfetto per impattare sul mercato più liquido, quello di New York e per fare sentire lo scossone su altri mercati chiave esteri, come Londra, che in quel momento era aperta al trading. Insomma, in un’ora è stato venduto il corrispettivo del 15% della produzione annuale mineraria d’oro: chi e perché ha fatto partire quell’ordine destabilizzante venerdì? Chi è talmente short sull’oro da aver guadagnato una fortuna venerdì scorso e ancora ieri e chissà per quanto ancora? Chi beneficerà del calo del prezzo d’oro, ora che molti paesi potrebbero vedersi costretti a intervenire sulle riserve per finanziare i loro salvataggi, garantendosi acquisti a prezzo di saldo? Scusate, ma io alla bolla aurea e allo tsunami giapponese non ci credo.

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COMMENTI
16/04/2013 - Usciamo in fretta dall'euro (Pietro Sita)

prima che sia troppo tardi. La piccola Islanda ha dimostrato che un paese con sovranità monetaria e la schiena diritta in alcuni anni può riprendersi, pur avendo come unica industria quella della pesca al merluzzo. Tutti i PIIGS che hanno seguito le imposizioni della BCE (che è una succursale della deutche bank) a distanza di anni hanno notevolmente peggiorato le loro finanze, la loro posizione debitoria e sopratutto distrutto la struttura industriale e commerciale del paese. Vorrei sottolineare che la BCE NON E' UNA ISTITUZIONE EUROPEA, è una Banca privata i cui azionisti sono le banche europee e non solo europee. La BCE ha come obiettivo la salvaguardia delle banche e delle istituzioni finanziarie che hanno prodotto questo disastro. Alla BCE non frega nulla se negli ospedali Greci non arriva il sangue per le trasfusioni, se non ci sono i soldi per acquistare i farmaci antitumorali,se le persone non hanno più i soldi per pagare le bollette. La BCE ha ridotto i greci schiavi attraverso il debito, come ai tempi dell'impero Romano e nel medioevo. Svegliamoci! Se il prossimo governo insiste (e lo farà perchè abbiamo tutti i politici che sono dei lobotomizzati)ad adeguarsi ai diktat della BCE entro la fine dell'anno avremo distrutto il nostro sistema produttivo e saremo ridotti come Cipro e la Grecia! Cipro è rovinata, solo dei politici collusi con la finanza internazionale potevano accettate le misure imposte. Sono costretti anche a svendere le riseve auree. RIBELLIAMOCI!