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FINANZA/ 2. Cosa c’è dietro al crollo dell’oro?

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Pare che nei giorni scorsi ci fosse un fondo di investimento del Connecticut che vendeva allo scoperto quantità importanti di oro e pare che le prime 100 tonnellate in vendita venerdì arrivassero da un’unica nota banca americana. A prescindere dalla nazionalità dobbiamo notare che l’avvitamento è stato probabilmente innescato da una o due istituzioni. Sicuramente l’atmosfera in odor di bolla c’era già da prima, ma anche la puzza di bruciato non ha potuto far allarmare e proteggere nessuno.

Una o due istituzioni hanno fatto crollare un mercato enorme come quello dell’oro, ormai considerato più al pari di una valuta che di una materia prima. Perché non potrebbe succedere anche sul mercato azionario? Erano tanti quelli che pensavano che un movimento del genere, un cigno nero, non potesse accadere sull’oro (chapeau invece a Societé Generale che lo aveva immaginato in un suo report la scorsa settimana). Come sono tanti quelli che pensano che un SP500 ai massimi storici, in un contesto macroeconomico svantaggioso e una politica violentemente accomodante, non possa neanche lontanamente essere tacciato di essere oggetto di una bolla speculativa.

 

P.S.: Non riteniamo ovviamente significativi i commenti di chi da peso alle vendite di oro da parte di Cipro. Sia perchè le autorità locali hanno detto che non hanno nessuna intenzione di vendere, sia perchè il totale delle loro riserve vale circa 500 milioni di euro, quando già quelle prime 100 tonnellate in vendita valevano più di 5 miliardi. Sono invece utili all’umore le proposte di bond emessi con la garanzia dell’oro fisico accumulato nei forzieri della Banca d’Italia, denominandola Bankoro. Credo che l’oro nelle riserve di una Banca centrale sia considerato come una delle ricchezze di quel Paese stesso e contribuisca anche a determinare il patrimonio di un Paese di cui tengono conto gli analisti che attribuiscono un merito di credito alle nostre obbligazioni. Emettere nuove obbligazioni garantite con quell’oro è un po’ come provare a usarlo due volte. Chissà se l’intero mondo finanziario se ne accorgerebbe...

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