BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

FINANZA/ 2. Il "trucco" delle banche dietro al crollo dell'oro

Foto InfophotoFoto Infophoto

Fin qui niente di nuovo, i signorini della City e di Wall Street, essendo incapaci di fare i soldi in base ad analisi dei fondamentali ma solo facendo cartello o con gli algoritmi, si mettono d'accordo, ammassano posizioni ribassiste e danno vita al solito, ritrito schemino, tanto la Cftc di fronte a queste cose è più miope di Mister Magoo. Si fa circolare la voce, con i report ma soprattutto con i rumors, che è meglio mettersi short sull'oro, cercando di instillare dubbi anche su chi è posizionato rialzista. Si testa il mercato notturno con dei mini raids, più che altro per far intendere ai traders esperti che, come si dice in gergo, nella stanza c'è l'elefante o magari anche due. Si aspetta il momento giusto e via che si scarica come se non si fosse un domani oro di carta, in questo caso futures giugno 2013, facendo crollare il prezzo. Dopo di che, si chiudono le posizioni short facendo credere a tutti che si sia trattata di una reale margin call imposta dal mercato, si incassano miliardi e si attende il prossimo giro in giostra a spese altrui. Funziona così, da sempre, nessun regolatore ha mai aperto mezza indagine sulla manipolazione da dumping sui futures.

A dirci che la mano operativa è stata quella delle bullion banks, i volumi notturni: impossibili per investitori che non agissero in high-frequency trading, i quali invece sono in grado di digerire ordini che sono ancora on the books e rimuoverli. Chiunque avesse ordini contro quegli operatori, avrebbe perso. Ma perso davvero tanto. Ora, ovviamente, il prossimo caso sarà quello di una correzione dei corsi obbligazionari o azionari, quelli sì vere e proprie bolle: magari chi vi dice di uscire o non entrare nell'oro sta già ammassando posizioni ribassiste su indici o bonds, gli stessi che vi dicono di comprare per difendervi dall'inflazione, visto che l'oro non funziona. E che una legnata sia in preparazione ce lo dice la Fed, visto che tutte le operazioni manipolatorie sono rese possibili da politiche della banche centrali, basti vedere la collezione di figuracce che molti banchieri d'affari - non ultimi a Goldman Sachs - hanno collezionato negli anni, cross dollaro/corona norvegese in testa.

Janet Yellen è la vice-presidente del board dei governatori della Fed e l'altro giorno ha detto chiaro e tondo che «bassi tassi di interesse potrebbe innescare troppo ricorso alla leva». Pronti a un rialzo dei tassi, il quale spazzerebbbe via l'esuberanza obbligazionaria in un nanosecondo? Chi lo sa, di certo c'è solo questo grafico: è l'inflow nel mercato dell'alto rendimento (e quindi alto rischio). Poi non lamentiamoci se venerdì scorso è risuonato un allarme di Hindenburg Omen come nel 2007 (2008 crollo Lehman) e nel 2010, disastro evitato dalla decisione di Bernanke di inondare il mercato di denaro, la profezia di Jackson Hole. Insomma, sul mercato non si muove foglia senza che le banche centrali non vogliano. Vale per l'oro, vale per tutto.

 


COMMENTI
18/04/2013 - VERGOGNA!!!! (Pietro Sita)

Condivido completamente il senso dell'articolo. Vorrei solo fare osservare che le banche d'affari e le banche in genere sono gli azionisti delle banche centrali. Anni fa passò il concetto che le banche centrali dovevano essere indipendenti dai governi. Infatti i governi avrebbero potuto abusare della possibilità di creare moneta per fare i loro porci comodi (come in effetti facevano e comunque continuano a fare). In questo modo ci siamo messi nelle mani delle banche centrali, e quindi dei banchieri, che sono quelli che ci hanno messo in questo casino...complimenti. L'operazione che hanno fatto non sull'oro ma sulla carta che rappresenta l'oro e semplicemente vergognosa, un furto senza scasso con la complicità di signori basisti (organi di controllo delle borse, finanzieri, politici: una vera Banda Bassotti la stessa che vuole derubare l'oro di Cipro) VERGOGNA!!! siamo in mano ad una banda di ladri!