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FINANZA/ 2. Il "trucco" delle banche dietro al crollo dell'oro

Pubblicazione:giovedì 18 aprile 2013

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Ma veniamo ora a una notizia rilanciata ieri attorno all'ora di pranzo da Bloomberg: Cipro ha confermato di aver l'intenzione di vendere durante i prossimi mesi parte delle sue riserve auree. In un'intervista con l'agenzia economica, Haris Georgiades, ministro delle Finanze cipriota, ha spiegato che la decisione deve essere approvata dalla Banca centrale del Paese. «Gli esatti dettagli saranno formulati a tempo debito dal consiglio direttivo della Banca centrale», ha indicato Georgiades, aggiungendo che «naturalmente si tratta di una decisione importante».

Per Bloomberg, la possibile vendita delle riserve auree di Cipro ha contribuito al recente crollo del prezzo dell'oro: «Gli investitori temono che in futuro anche altri paesi in crisi possano considerare una tale misura per migliorare la loro posizione finanziaria». E ancora: «Lo scorso 9 aprile la Commissione europea aveva comunicato che Cipro si è impegnato a vendere circa 400 milioni di euro di riserve auree "in eccesso" per ripianare parte dei debiti. La Banca centrale dell'isola aveva però in seguito affermato di non star considerando la vendita delle sue riserve auree». E invece, guarda un po', lo shortfall sul programma Ela lo si paga con l'oro, piaccia o meno.

A dire poi chiaro e tondo che il grilletto che ha dato il via e reso possibile l'azione coordinata dei soggetti posizionati short sull'oro è stato il caso Cipro, ci ha pensato martedì - attaverso il Financial Times - anche la stessa Goldman Sachs. Direte voi, per forza, essendo quasi certamente partecipe all'assalto alla diligenza dell'oro di carta, cerca di sviare l'attenzione. Goldman Sachs non ha bisogno di sviare l'attenzione, tanto più che anche un bambino - quasi per riflesso pavloviano - quando sente parlare di Goldman Sachs pensa a speculazione. Goldman Sachs fa e rivendica, quando sei un primary dealer del governo statunitense e un tuo ex manager è governatore della Bce e un altro sta per diventare governatore della Bank of England, dopo esserlo stato per sei anni della Bank of Canada (ma guarda, tutte bance centrali, strano questo interesse per chi dovrebbe fare trading in autonomia?), le giustificazioni non ti servono.

Ora però mi sorge un dubbio, che sicuramente verrà smentito dai fatti, come nel caso dell'oro cipriota che non si vende. Nicosia intende vendere il corrispettivo di 400 milioni di riserve auree per coprire le perdite sul programma bancario d'emergenza Ela della Bce, ma, a oggi, il conto per Cipro è già salito da 17 a 23 miliardi, l'unica componente certa sono i 10 miliardi dell'Ue: non uno di più, ha intimato Frau Merkel. Quindi, al netto del calo del prezzo dell'oro, non cambiano le necessità: in base al punto 29 della Debt Sustainability Analysis della Commissione Ue, Nicosia deve vendere abbastanza oro per coprire uno shortfall da 400 milioni. Punto.


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COMMENTI
18/04/2013 - VERGOGNA!!!! (Pietro Sita)

Condivido completamente il senso dell'articolo. Vorrei solo fare osservare che le banche d'affari e le banche in genere sono gli azionisti delle banche centrali. Anni fa passò il concetto che le banche centrali dovevano essere indipendenti dai governi. Infatti i governi avrebbero potuto abusare della possibilità di creare moneta per fare i loro porci comodi (come in effetti facevano e comunque continuano a fare). In questo modo ci siamo messi nelle mani delle banche centrali, e quindi dei banchieri, che sono quelli che ci hanno messo in questo casino...complimenti. L'operazione che hanno fatto non sull'oro ma sulla carta che rappresenta l'oro e semplicemente vergognosa, un furto senza scasso con la complicità di signori basisti (organi di controllo delle borse, finanzieri, politici: una vera Banda Bassotti la stessa che vuole derubare l'oro di Cipro) VERGOGNA!!! siamo in mano ad una banda di ladri!