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MPS/ Il mistero dei depositi "scomparsi" da Siena

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Come sia andata a finire, è noto a tutti. Da metà febbraio in poi, quindi, chi conta e opera sui mercati sapeva che la libera circolazione del denaro e l’intangibilità dei depositi bancari erano lettera morta nell’eurozona: hanno quindi preferito levare fondi anche da una banca che si apprestava al terzo salvataggio, con la quasi certezza di nazionalizzazione forzata o default? In questa ipotesi, infatti, a lasciarci la ghirba sono i depositari di conti correnti sopra i 100mila euro, azionisti e obbligazionisti, cui restano storicamente le briciole.

E ora la chicca. Anzi, l’incubo che spero sia frutto di un errore più o meno doloso (temo la prima ipotesi) e che il management di Mps voglia immediatamente smentire. Qui sotto vedete la struttura di capitale di Mps, come riportata sabato e ritweettato ieri da Zerohedge, uno dei principali siti di analisi finanziaria indipendente del mondo e ripresa da altri influenti blog.

Guardate la voce “total deposits”: è a quota 81 miliardi di euro. Ovvero, o questo snapshot - tipico da sala trading, anche nella grafica, ovvero da operatore - è falso, taroccato o basato su dati non esatti (cita infatti lo stato patrimoniale come fonte) e allora Mps deve chiedere immediatamente che sia tolto dal web, chiedendo una rettifica di pari importanza a chi lo ha postato, oppure prendendo per buoni i dati di bilancio 2012 resi noti pochi giorni fa (e non metto nemmeno in ipotesi che manager seri come Profumo e Viola ricorrano a contabilità creativa), i depositi sono scesi da fine 2012 a oggi di 54 miliardi di euro! A me una caduta di raccolta così violenta da fine anno pare enorme, impossibile e se fosse vero Mps avrebbe dovuto attingere dal programma di emergenza per la liquidità (Ela) della Bce attraverso la Banca d’Italia e attuato una policy violenta di rientro dagli impieghi.