BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Economia e Finanza

REDDITOMETRO/ È contro la Costituzione, ma lo Stato non lo cambia

infophotoinfophoto

La sentenza di Reggio Emilia vale esclusivamente per la controversia tra le parti, e per il contribuente che ha fatto ricorso il redditometro quindi non si applica. L’unico organo che ha il potere di annullare il decreto sul redditometro è il giudice amministrativo, ovverosia il Tar in primo grado e il Consiglio di Stato in secondo. Se un domani la questione dovesse essere portata davanti agli organi della giustizia amministrativa, e se quest’ultima dovesse riconoscere fondate queste richieste di annullamento del redditometro, ciò varrà erga omnes, cioè sarà definitivo e non potrà più essere applicato dagli organi amministrativi.

 

Fino a quel momento il redditometro resta in vigore? 

 

Per il momento il redditometro resta compiutamente applicabile, perché solo il giudice amministrativo può annullare un atto amministrativo. Nel sistema giudiziario italiano gli altri giudici possono solo disapplicare il redditometro nel caso concreto. Fin quando la questione non verrà portata di fronte al Tar, le sentenze si applicheranno solo alle concrete situazioni. Nel momento in cui il caso sarà portato davanti al giudice amministrativo, gli effetti saranno diversi. Se però si ingenera un filone giurisprudenziale che dice che il redditometro è in contrasto con gli articoli 13 e 14 della Costituzione, è possibile che si produca lo stesso effetto anche di fronte ad altri organi giudiziari. Ora i contribuenti dovranno portare la questione davanti al giudice amministrativo e chiedere l’annullamento.

 

(Pietro Vernizzi)

© Riproduzione Riservata.