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Economia e Finanza

TOBIN TAX/ Il doppio autogol dell’Italia che spiana la strada agli speculatori

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Di circa il 40% rispetto a quelli tradizionalmente sostenibili in questi stessi periodi. I volumi si sono quasi dimezzati. Io credo che questo andrà a peggiorare se e quando le persone che adesso stanno continuando a fare operazioni sul mercato, dal 16 luglio (non tutti la stanno facendo pagare perché il decreto partirà dal 16 luglio e alcune banche non hanno ancora prelevato dal portafoglio dei clienti la quota di tassa spettante allo Stato) si renderanno conto del valore del prelievo della Tobin Tax. Quando i piccoli e grandi traders si accorgeranno di quanto potrebbe pesare sul loro portafoglio la Tobin, i volumi diminuiranno ancora di più.

 

Bisogna correre ai ripari dunque?

 Sarebbe più logico introdurre la Tobin tax europea che riguardasse tutti gli stati d’Europa oppure non introdurla per nulla. Il capitale si sposta ovunque. Si vorrebbe addirittura introdurre il principio di residenza e, secondo me, questo creerebbe il danno maggiore: la gente si accorgerebbe che per operare bisogna andare all’estero. Qualche anno fa, negli anni ’80 Svezia e Francia introdussero la Tobin Tax per poi toglierla (la Francia dopo un anno e la Svezia nel 1992), dopo essersi rese conto del calo enorme dei volumi, essendoci stati più danni che benefici. Dalla Svezia sulla Tobin Tax arrivano solo risposte negative alla sua introduzione. Vorrà pur dire qualcosa.

 

(Elena Pescucci)

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