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Economia e Finanza

BORSA & SPREAD/ Cosa c’è dietro al "brindisi" per il ritorno di Napolitano?

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I mercati, si sa, amano poter prevedere il futuro, odiano l’instabilità e amano la certezza (qualunque essa sia, a quanto pare). Ieri mattina il Btp volava di 2 punti sino a schiacciare il rendimento al 4,11% sulla scadenza a 10 anni, dal 4,75% del primo di aprile. Questo ha portato lo spread di rendimento con il Bund dal 3,50% al 2,85%. La Borsa di Milano è salita del 2,5% (chiudendo poi al +1,66%) lasciando indietro il Dax di Francoforte a un modesto +0,8% (+0,24% alla chiusura). I titoli più comprati sono state le banche e le assicurazioni che si avvantaggiano del valore più alto dei titoli di Stato.

Cos’è cambiato con l’elezione di Napolitano nei conti del Paese? Quali sono le migliori prospettive economiche che ha ora l’Italia? Cosa ci fa dimenticare le stime del Fondo monetario internazionale sull’Italia, riviste al ribasso sul Pil e al rialzo sulla disoccupazione? A una mia accurata analisi proprio nulla. In Parlamento ci sono gli stessi legislatori che non hanno proposto e promosso nulla di utile per il Paese in questi anni di crisi. Al Governo avremo, probabilmente nuovi tecnici, forse più saggi, che per estrazione ed elezione paiono nello stesso solco di quelli che hanno impiantato l’austerity negli ultimi 18 mesi.

A mio parere ogni rialzo ingiustificato degli indici azionari è un’occasione per una presa di profitto. Ogni volo del Btp è un’occasione per rivendere e attendere prezzi molto più bassi prima di reinvestire. Questo perché il mercato non potrà salire in modo continuo da oggi sino a che il Pil non inizierà a crescere, questo perché i rischi sono troppi e tangibili per meritare di seguire con i nostri acquisti una corsa al rialzo.

Se si vuole costituire un portafoglio a lungo termine si può attendere di sentire al telegiornale “bruciati x miliardi oggi a Piazza Affari” per comprare. Mantenendo le banche sottopesate perché son quelle che avranno maggiori sobbalzi e incertezza nel percorso a seguito dei seppur minimi cambiamenti di indirizzo nella politica monetaria della Bce che un giorno arriveranno. Se proprio ci duole mantenere gli euro liquidi sul conto, perché il vintage va di moda e negli anni ’80 significava bruciarli, preferiamo un misto di obbligazioni societarie in scadenza nei prossimi 12 mesi e Cct. Speriamo che alla loro scadenza le prospettive siano migliori e che potremo acquistare titoli più rischiosi, sperando in una loro salita fondata su un tangibile miglioramento della situazione economica.

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