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Economia e Finanza

FINANZA/ Il piano della Germania per uscire dall’euro

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A farci capire che qualcosa bolle in pentola, poi, ci ha pensato il potente ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, che intervistato dal settimanale Wirtschaftswoche ha dichiarato quanto segue: «Non difendiamo l’euro per generosità o perché avevamo denaro in eccesso. Ma perché noi tedeschi abbiamo i vantaggi più grandi dalla moneta unica. Non sosteniamo gli altri paesi per spavalderia: noi proteggiamo la nostra moneta unica, le chance per il nostro export e infine la posizione e le chance dell’Europa nel mondo. E in tal modo anche quelle di noi tedeschi». Insomma, ciò che moltissimi hanno detto fino a oggi, sottoscritto incluso, ottenendo per tutta risposta l’accusa di complottismo. Ma perché ammetterlo proprio ora? Forse perché, nella prospettiva dell’abbandono dell’euro, così facendo la Germania potrà vendere a tutti la bufala del suo estremo sacrificio per il bene comune, ovvero rinunciare a una moneta vantaggiosa per evitare il collasso del Sud Europa?

Occhi aperti ai prossimi giorni: l’euforia obbligazionaria sovrana si diffuse anche nel 2011. Sappiamo tutti quanti come è andata a finire. Altro che “effetto Giorgio”, se la Bce taglierà i tassi vorrà dire che l’indigestione di liquidità giapponese rischia di fare danni a breve. Come uscirne, resta la domanda senza risposta. Non vorrei, poi, che il mantra borsistico del “sell in May” si trasformasse quest’anno in una sell-off dovuta a una drastica correzione dei corsi, con Wall Street follemente sui massimi senza alcune giustificazione da parte dei fondamentali. Tra sei mesi, poi, vedremo se l’Hindenburg Omen in formazione era davvero tale.

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