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IMU/ Forte: da Bankitalia (e Monti) un primo "sgambetto" a Letta

Pubblicazione:giovedì 25 aprile 2013

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Gli italiani che sono proprietari di un alloggio, cioè il 70% delle famiglie, costituiscono la maggioranza della base dei consensi del centrodestra. Il Pdl si è convinto del fatto che il rispetto per il piccolo risparmiatore che si è fatto la casa fosse un elemento importante del suo programma politico. Per un elettore, il fatto che la sua casa sia o meno tassata è qualcosa che può fare la differenza.

 

E in tutto ciò lei vede dei profondi significati simbolici e ideali?

Il punto è che c’è un partito, il Pdl, che vuole tutelare chi riesce a farsi una casa, magari faticando per una vita per lasciarla ai suoi figli quando si sposano e hanno un bambino piccolo. A questo si contrappongono la sinistra del Pd e il Movimento 5 Stelle, secondo i quali bisogna tassare chi ha una casa grande o ricca, favorendo invece chi non ha un alloggio.

 

E quindi?

Si tratta di una divisione politica e simbolica significativa tra il piccolo risparmio e il proletariato, tra chi vuole tutelare le famiglie e chi invece è un fautore delle coppie gay e della libertà di ciascuno di passare da un rapporto all’altro. Ritengo quindi semplicistica la tesi della Banca d’Italia, secondo cui rendere l’Imu permanente renderebbe l’Ue soddisfatta. Si tratta infatti di un atto simbolico che rende più difficile per il Pdl la partecipazione a un governo di larghe intese. Già il fatto che il centrodestra abbia sostenuto il governo Monti, il quale ha reintrodotto l’Imu sulla prima casa, ha rappresentato un tradimento della sua base elettorale. Di certo ora non può rifare lo stesso errore una seconda volta.

 

(Pietro Vernizzi)



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