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SCENARIO/ Dagli Usa un assist per Enrico Letta

Pubblicazione:giovedì 25 aprile 2013

Enrico Letta (Infophoto) Enrico Letta (Infophoto)

La scelta di Napolitano ha anche altri vantaggi per così dire esterni. Intanto, può incassare il sì della Lega. E poi Letta è uno che sa parlare con Angela Merkel, ma anche con Barack Obama. E il secondo è l’interlocutore più importante. Washington ha fatto un tifo da stadio per il secondo mandato a Napolitano: ne ha parlato l’ambasciatore Thorne ad aprile anche in colloqui riservati, ma già si era capito fin da febbraio in quella che sembrava l’ultima visita di Stato a Washington. Gli Stati Uniti hanno detto urbi et orbi che considerano l’Italia un partner in qualche modo speciale, un messaggio che è arrivato dritto dritto fino a Berlino. Il collasso dell’Italia schiacciata dai propri errori, ma anche dalla Panzer-Division teutonica (altro che austerità, ormai sarebbe meglio chiamarla deflazione), è un rischio che l’America non si può permettere.

Un secondo vantaggio è la competenza di Letta nella politica europea (fin dai tempi dei suoi studi pisani) e nella politica economica che oggi sono strettamente intrecciate. Una delle prime cose dette dal presidente del Consiglio incaricato ai giornalisti che lo attendevano nel salone del Quirinale è stata la necessità di combinare il rigore dei conti pubblici con un impulso alla crescita da negoziare anche a Bruxelles. Per valutare meglio tutti questi aspetti bisogna attendere che venga fuori la composizione del governo, la lista dei ministri, la maggioranza sulla quale può contare. Perché un governicchio con una manciata di voti non può sopravvivere e tanto meno sarà in grado di proporre alcunché in sede europea.

Una certa reticenza di Letta, quell’insistere sulle proprie forze e sul peso immane che forse non riuscirà a sopportare, ha allarmato Napolitano che gli ha conferito un mandato pieno, non esplorativo. Può darsi che si tratti di pretattica, o meglio di un avvertimento al Pdl che con il segretario Angelino Alfano ha già cominciato a porre condizioni. Vedremo. Il parto non è facile e il cammino sarà ancor più accidentato. Conta molto uno sforzo di audacia e determinazione, per esempio scegliendo un governo snello, pieno di figure competenti, soprattutto nei ministeri chiave (economia, esteri, riforme istituzionali), capaci di combinare gli interessi di parte con l’interesse generale. Monti si è detto disponibile, ma forse sarebbero meglio personalità nuove.


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