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Economia e Finanza

FINANZA/ 1. Letta può "scappare" dai diktat europei

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La dottrina dominante è stata di recente messa in questione, sotto il profilo puramente statistico ed econometrico, in un saggio di Thomas Herndon, Micheal Ash, e Robert Pollin dell’Università del Massachussetts a Amherst. Occorre dire che la base statistica è differente: ‘la regola Reinahrt-Rogoff’ studia due secoli di debito pubblico, mentre i tre più giovani economisti di Amherst analizzano (con maggior attenzione) il periodo dalla fine della Seconda guerra mondiale a oggi (anche in quanto le statistiche anteriori al 1945 lasciano, in numerosi paesi, a desiderare): da allora i paesi con un debito pubblico superiore al 90% hanno avuto una crescita del 2,2% non del -0,1% (secondo i conti Reinahrt-Rogoff’). Inoltre, i tre economisti trovano in This Time is Different un errore econometrico materiale (relativo alla codificazione dei dati) - errore ammesso (con scuse) da Reinahrt e Rogoff.

Su questo dibattito, se ne è inserito un altro, apparentemente tecnico ma denso d’implicazioni politiche. Il Capo economista del Fmi, Olivier Blanchard, ha rivolto l’attenzione del servizio studi dell’istituzione all’analisi del fiscal multiplier, da intendersi come effetto della contrazione (o espansione) delle politiche di bilancio sul Pil (non, come apparso in vari organi di stampa economica italiana, come “moltiplicatore keynesiano” della spesa, ossia quanto indotto si attiva). In breve, le analisi del Fmi (ancora in corso) concludono che in una fase di recessione economica le restrizioni di bilancio hanno effetti molto più pronunciati sul Pil (-3% invece di -0,5%) di quando avviene in tempi normali, con la conseguenza che le politiche di austerità non solo aumentano il disagio sociale, ma rendono più arduo raggiungere equilibrio di bilancio e riduzione del fardello del debito.

Questi spunti non sono lana caprina per economisti: hanno implicazioni molto serie per le politiche pubbliche interne e per gli interrogativi che un Governo con le spalle robuste può, anzi, deve sollevare in sede europea.

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