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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "circolo vizioso" dell’euro che lascia a terra l’Italia

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Continuano a parlarci di crescita, spostandola in continuazione nel futuro; ma ormai gli italiani, che vivono la vita reale tutti i giorni e sperimentano sulla propria pelle quella realtà economica che dopo qualche mese diviene dato statistico, hanno imparato a diffidare di questi annunci, non si fidano più di questi esperti. E qui si innesca il dato sociale più preoccupante di questo periodo: una sfiducia continua, che mina alla radice la nostra speranza di un futuro migliore e in qualche caso porta alla disperazione, cioè al suicidio. E la triste catena dei suicidi continua. Non se ne parla, ma continua.

Un sfiducia che dipende dalla consapevolezza che chi oggi ha il potere non ha la più pallida idea di quale sia la direzione da prendere. Un’ignoranza invincibile, figlia di una caduta spirituale che oggi attanaglia tutta l’Europa. Non vi sono valori europei, oggi. O meglio, vi sono: ma l’Europa di oggi non è stata costituita su questi valori. A iniziare dal primo, il valore della solidarietà. Lo abbiamo visto nel caso della Grecia. Lo abbiamo rivisto nel caso di Cipro. La finanza ha creato il danno economico e a pagarlo, con una mossa che sa di terrorismo sociale, sono stati chiamati i correntisti delle banche, quelli che, non avendo informazioni sufficienti, non hanno fatto in tempo a portare i capitali fuori dal Paese.

La crescita esplosiva e abnorme del sistema bancario cipriota è avvenuta con la totale assenza di ogni controllo della Bce. La crisi è ormai iniziata da ben sei anni, per il comportamento criminale in politica monetaria della Bce, che ha favorito la speculazione finanziaria e le banche che finanziavano quella e lasciavano le briciole all’economia reale e agli stati. Ma questo finché la crisi non è esplosa: dopo, il progetto è stato quello di coprire i danni della finanza a spese dell’economia reale. E questo è potuto accadere anche perché, nel frattempo, il peso anche politico della finanza è divenuto talmente grande da condizionare pesantemente le scelte politiche, tutto a danno delle popolazioni.

Per rendere visibile tutto il peso di verità dei giudizi sopra esposti, ripropongo qui sotto un grafico già presentato in altri articoli, già noto ai miei lettori più affezionati. Il grafico è quello dell’aggregato monetario M3, indicatore grosso modo di quanta moneta la Bce ha stampato in questi anni.

 

 

Questo è quello che dobbiamo avere davanti agli occhi, quando sentiamo parlare qualche economista, qualche banchiere centrale o qualche politico che si crede illuminato e crede di avere la soluzione della crisi a portata di mano. Se non è in grado di spiegare questo grafico vuol dire che non sa di cosa sta parlando. A tentare una spiegazione, ma solo sugli effetti, ci hanno provato tre economisti della Banca d’Italia, i quali nel 2007, quindi in tempi non sospetti, si sono chiesti: ma se la Bce stampa tanto denaro, come mai non vediamo inflazione? E la conclusione di quello studio fu: perché il denaro non va a famiglie e imprese, ma finisce sui mercati finanziari. E ci dovremmo sorprendere di sistemi bancari e mercati finanziari sovradimensionati? E dov’era nel frattempo la Bce? Impegnata a stampare denaro: non era semplicemente distratta, è stata ed è del tutto complice del disastro.

Non si tratta quindi di aggiustare il giudizio sul quadro economico, ma proprio di capovolgerlo. Per questo faccio sempre una grossa fatica a comprendere come, ancora oggi, si trovino professori o studiosi che sostengono il progetto euro, anzi, sostengono questo progetto euro. Riporto ora un grafico tratto dal mio libro di prossima pubblicazione; un grafico in cui metto in relazione il tasso reale di interesse (cioè il tasso di interesse meno l’inflazione) con il debito, mettendo a 100 il debito del 1950.

 


COMMENTI
09/05/2013 - Via dall'Euro!!!! (Pietro Sita)

Se qualcuno ha ancora dei dubbi i problemi immensi che abbiamo davanti dipendono 1 da una crisi internazinale paurosa, 2 da una classe politica il cui esponente più serio è un comico, 3 dal fatto che questa classe politica demenziale ci ha fatto entrare nell'euro prospettandoci un futuro radioso da paese di Bengodi. Ho tremato quando hanno tentato di presentare Prodi come presidente della repubblica ed Amato come premier; i principali artefici di questo disastro alle più alte cariche dello stato!!(Il piagnisteo di Amato sul Corrierone di ieri è veramente ridicolo!) Storicamente abbiamo il precedente della crisi della lira del 1992. Il problema era dovuto al fatto di essere in un sistema di cambi fissi con paesi molto diversi dal nostro. Il crollo della lira non fu dovuto alla speculazione, ma al fatto che un cambio insostenibile penalizzava il nostro sistema paese.L'uscita dallo SME fu traumatica perchè per diversi anni si volle difendere stupidamente una scelta sbagliata fin dall'inizio. Una volta usciti non ci furono grossi traumi, imprenditori che si suicidavano, decine di migliaia di aziende che chiudevano, disoccupazione e inflazione devastanti. L'Euro è stata una stupidata ancora più grande (gli artefici sono sempre gli stessi dello SME) ma con conseguenze ancora più traumatiche. Sentiamo dei politici che ci dicono "abbiamo bisogno di più Europa!" o ignorano le basi del pensiero economico e sono in malafede o sono l'uno e l'altro e Pantalone paga!! VIA DALL'EURO!!!

 
26/04/2013 - siamo in guerra (Diego Perna)

Qual'è il senso di ciò che accade non solo in Italia, ma in Spagna, in Grecia , in Portogallo e a Cipro e anche in Ungheria o Romania ecc. , ce lo possiamo spiegare solo in un modo, siamo in guerra. In pochi lo dicono, è effettivamente una parola che fa paura , ma non vedo alternative. Quando in Europa ci sono mln di disoccupati, gente che non ha da mangiare, giovani che non hanno prospettive per il futuro , l'unica cosa che penso è questa, siamo in guerra. Certo non è una guerra con armi convenzionali,ma in Europa , quanto meno , non ci vogliamo più granchè bene, sempre ce ne siamo mai volutio pensando di aiutarci gli uni gli altri. Buona giornata e buona fortuna