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FINANZA/ Il "circolo vizioso" dell’euro che lascia a terra l’Italia

Pubblicazione:venerdì 26 aprile 2013

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Cosa vuol dire che oggi tale indicatore si trova a 300, rispetto al 100 da cui è partito? Vuol dire che il debito di oggi rispetto a quello del 1950, è costituito per due terzi da interessi accumulati nel tempo, e non da debito reale, cioè da denaro preso a prestito. Cioè per due terzi il nostro debito è composto da debito dovuto unicamente dal privilegio e dal monopolio posseduto dal sistema bancario nello stampare nuova moneta.

E cosa vuol dire la discesa del grafico degli anni Settanta? Vuol dire che in quel periodo il peso reale del debito era in discesa, grazie all’inflazione. E la successiva crescita inarrestabile è dovuta al divorzio tra Banca d’Italia e Ministero del Tesoro del 1981 e alle successive regolamentazioni che hanno gettato le fondamenta per l’attuale unione monetaria e per l’istituzione della Bce.

Ora, con tutta la buona volontà, come si fa a sostenere che “non è colpa dell’euro se la spesa corrente ha continuato a crescere senza che si traesse vantaggio dal controllo della spesa per interessi, GRAZIE all’euro”. La spesa per interessi è diminuita, ma è diventata impagabile, questa è la differenza sostanziale! Prima la spesa per interessi era alta, ma si inflazionava. Ora invece è scesa, ma senza inflazione è impagabile.

Come si può pensare di sostenere un debito, con il Pil che cala e la disoccupazione in aumento? Con la crescita? Eh già, che sbadato, non ci avevo pensato. E come si fa a crescere, quando non mancano realtà produttive e lavoratori in gamba, ma l’unica cosa che manca è la moneta? Come si fa a crescere senza moneta? Perché all’opera oggi, come prima dello scoppio della crisi, c’è sempre lo stesso meccanismo: la Bce stampa fiumi di moneta, la consegna alle banche, e queste la investono dove a loro conviene di più, cioè sui mercati finanziari, senza alcun controllo da parte di nessuno.

E poi ci si meraviglia se manca moneta all’economia reale, mentre le banche di Cipro si gonfiano a dismisura, fino a sette volte il Pil dello Stato? Ma mica solo quelle di Cipro, in Europa ci sono ben altre situazioni critiche. Troppo spesso ci si dimentica che questa è una crisi europea, anzi mondiale, non italiana. Quindi qualsiasi soluzione “italiana” (tagli alla casta politica, caccia all’evasione, ecc.) è destinata a rimanere inefficace.

Cipro aveva un settore bancario pari al 700% del Pil; l’Irlanda è al 700%; Malta è al 790%; la zona euro, nel suo complesso, è al 350%; l’Italia, tra i paesi più virtuosi, è al 270%; la Germania e la Francia sono al 300% circa; la Grecia è al 220%. Ma il caso topico è il Lussemburgo, con un settore bancario che capitalizza ben ventidue volte il Pil (2200% del Pil!). E quanto è trasparente il settore bancario di quel Paese, classificato come un paradiso fiscale a uso e consumo della speculazione più feroce e disinvolta? Il Lussemburgo non pratica ritenuta alla fonte sui redditi finanziari internazionali ed è il secondo mercato mondiale dei fondi dopo gli Usa. Che ci sta a fare il Lussemburgo in Europa? Così, se il sistema bancario fallisce, a pagare saranno 500 milioni di europei?

La Bce sembra esistere solo per spremere tutto il possibile dai paesi più deboli e indifesi, senza alcun criterio condiviso e senza alcun obiettivo di crescita per il bene dei popoli. Finché al centro della questione non verrà rimesso l’uomo e i suoi valori, dalla crisi non potremo uscire. Il giorno in cui usciremo da questa crisi dei valori, allora potremo tentare (con qualche speranza di buona riuscita) di rimettere al suo posto la moneta, come strumento di valore per il bene comune.



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COMMENTI
09/05/2013 - Via dall'Euro!!!! (Pietro Sita)

Se qualcuno ha ancora dei dubbi i problemi immensi che abbiamo davanti dipendono 1 da una crisi internazinale paurosa, 2 da una classe politica il cui esponente più serio è un comico, 3 dal fatto che questa classe politica demenziale ci ha fatto entrare nell'euro prospettandoci un futuro radioso da paese di Bengodi. Ho tremato quando hanno tentato di presentare Prodi come presidente della repubblica ed Amato come premier; i principali artefici di questo disastro alle più alte cariche dello stato!!(Il piagnisteo di Amato sul Corrierone di ieri è veramente ridicolo!) Storicamente abbiamo il precedente della crisi della lira del 1992. Il problema era dovuto al fatto di essere in un sistema di cambi fissi con paesi molto diversi dal nostro. Il crollo della lira non fu dovuto alla speculazione, ma al fatto che un cambio insostenibile penalizzava il nostro sistema paese.L'uscita dallo SME fu traumatica perchè per diversi anni si volle difendere stupidamente una scelta sbagliata fin dall'inizio. Una volta usciti non ci furono grossi traumi, imprenditori che si suicidavano, decine di migliaia di aziende che chiudevano, disoccupazione e inflazione devastanti. L'Euro è stata una stupidata ancora più grande (gli artefici sono sempre gli stessi dello SME) ma con conseguenze ancora più traumatiche. Sentiamo dei politici che ci dicono "abbiamo bisogno di più Europa!" o ignorano le basi del pensiero economico e sono in malafede o sono l'uno e l'altro e Pantalone paga!! VIA DALL'EURO!!!

 
26/04/2013 - siamo in guerra (Diego Perna)

Qual'è il senso di ciò che accade non solo in Italia, ma in Spagna, in Grecia , in Portogallo e a Cipro e anche in Ungheria o Romania ecc. , ce lo possiamo spiegare solo in un modo, siamo in guerra. In pochi lo dicono, è effettivamente una parola che fa paura , ma non vedo alternative. Quando in Europa ci sono mln di disoccupati, gente che non ha da mangiare, giovani che non hanno prospettive per il futuro , l'unica cosa che penso è questa, siamo in guerra. Certo non è una guerra con armi convenzionali,ma in Europa , quanto meno , non ci vogliamo più granchè bene, sempre ce ne siamo mai volutio pensando di aiutarci gli uni gli altri. Buona giornata e buona fortuna