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Economia e Finanza

FINANZA/ Il "circolo vizioso" dell’euro che lascia a terra l’Italia

Tutta la moneta che stampa la Bce, spiega GIOVANNI PASSALI, finisce nel circuito della finanza e delle grandi banche, senza arrivare all’economia reale che continua a soffrire

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Una settimana di notizie apocalittiche ha confermato purtroppo quello che è già sotto gli occhi di tutti noi: un declino inarrestabile dell’economia reale unito a un continuo disfacimento del tessuto sociale ed economico. Gli ultimi dati diffusi parlano di ordini industriali calati dell’8% nell’ultimo anno, mentre si è scoperto che dall’inizio dell’anno vi sono oltre trentamila aziende in meno. In questo contesto, c’è chi continua a negare la realtà che abbiamo sotto gli occhi, perfino dopo che questa è passata alla storia e viene certificata dai freddi numeri.

“Vedo la luce in fondo al tunnel”; vi ricordate? Monti lo disse nel luglio 2012, ovviamente dopo aver garantito una ripresa nella seconda metà dello stesso anno. Ma la ripresa non c’è stata (ovviamente non ci poteva essere), e quindi verrà di sicuro nel 2013, nella prima metà, no nella seconda metà. Ora abbiamo le previsioni del Fmi, che annunciano un calo del Pil per il 2013 del 1,5%, e una timida ripresa dello 0,5% nel 2014. Ma perché dovrebbe esservi una ripresa nel 2014? Come abbiamo già ricordato in altri articoli, il Fmi è quell’istituto che, da quando è scoppiata la crisi, di previsioni sul Pil non ne azzecca una (non è vero, sono cattivo, ne ha azzeccate il 25% circa...ma sembra una percentuale destinata a peggiorare...). Ripeto la domanda: perché mai dovrebbe esservi una ripresa nel 2014? Lo stesso Fmi mette il dito nella piaga, affermando una crescita della disoccupazione all’11,6% per quest’anno, e fino al 12,4% per il 2014. E come farà a crescere il Pil, se avremo una disoccupazione in crescita?

E vi ricordate “non ci saranno altre manovre finanziarie”? Pure questa è del luglio 2012, prima che nell’ottobre vi fosse quella che è stata chiamata “legge di stabilità 2013”, ma che di fatto era una vera e propria manovra finanziaria che ha aumentato ancora la pressione fiscale. E poi a dicembre, “non vi saranno altre manovre finanziare”, e poi ancora a gennaio; e pure l’altro ieri, il ministro Grilli: “Non vi saranno altre manovre finanziarie”. E già, le chiacchiere non costano nulla: ma come faranno a pagare il debito di oltre 90 miliardi nei confronti delle imprese?

E non basta. Susanna Camusso ha annunciato allarmata che stanno finendo i fondi per la cassa integrazione, oltre 500 mila cassaintegrati rischiano di rimanere senza nulla. Ci vorrebbe oltre un miliardo. Pure il ministro Fornero ammette che ci vorrebbe “oltre un miliardo”. Poi l’altro ieri ammette di aver rifatto i conti con precisione, ci vogliono circa 2,3 miliardi. E dove li prenderanno? Avete indovinato?


COMMENTI
09/05/2013 - Via dall'Euro!!!! (Pietro Sita)

Se qualcuno ha ancora dei dubbi i problemi immensi che abbiamo davanti dipendono 1 da una crisi internazinale paurosa, 2 da una classe politica il cui esponente più serio è un comico, 3 dal fatto che questa classe politica demenziale ci ha fatto entrare nell'euro prospettandoci un futuro radioso da paese di Bengodi. Ho tremato quando hanno tentato di presentare Prodi come presidente della repubblica ed Amato come premier; i principali artefici di questo disastro alle più alte cariche dello stato!!(Il piagnisteo di Amato sul Corrierone di ieri è veramente ridicolo!) Storicamente abbiamo il precedente della crisi della lira del 1992. Il problema era dovuto al fatto di essere in un sistema di cambi fissi con paesi molto diversi dal nostro. Il crollo della lira non fu dovuto alla speculazione, ma al fatto che un cambio insostenibile penalizzava il nostro sistema paese.L'uscita dallo SME fu traumatica perchè per diversi anni si volle difendere stupidamente una scelta sbagliata fin dall'inizio. Una volta usciti non ci furono grossi traumi, imprenditori che si suicidavano, decine di migliaia di aziende che chiudevano, disoccupazione e inflazione devastanti. L'Euro è stata una stupidata ancora più grande (gli artefici sono sempre gli stessi dello SME) ma con conseguenze ancora più traumatiche. Sentiamo dei politici che ci dicono "abbiamo bisogno di più Europa!" o ignorano le basi del pensiero economico e sono in malafede o sono l'uno e l'altro e Pantalone paga!! VIA DALL'EURO!!!

 
26/04/2013 - siamo in guerra (Diego Perna)

Qual'è il senso di ciò che accade non solo in Italia, ma in Spagna, in Grecia , in Portogallo e a Cipro e anche in Ungheria o Romania ecc. , ce lo possiamo spiegare solo in un modo, siamo in guerra. In pochi lo dicono, è effettivamente una parola che fa paura , ma non vedo alternative. Quando in Europa ci sono mln di disoccupati, gente che non ha da mangiare, giovani che non hanno prospettive per il futuro , l'unica cosa che penso è questa, siamo in guerra. Certo non è una guerra con armi convenzionali,ma in Europa , quanto meno , non ci vogliamo più granchè bene, sempre ce ne siamo mai volutio pensando di aiutarci gli uni gli altri. Buona giornata e buona fortuna