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Economia e Finanza

GOVERNO LETTA/ Arrigo: altro che Imu, vanno tagliati Irap e cuneo fiscale

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Mentre alleggerire la tasse alla famiglie, per quanto sia auspicabile, produce effetti concreti sull’economia solo in astratto, alleggerirle sulle imprese fa sì che esse riprendano ad assumere. In particolare, si stempererebbe la pressione della disoccupazione sulle fasce più deboli e giovani.

 

Ovunque si tagli, resta il problema che il governo sarà in difficoltà ancora maggiori per reperire le risorse necessarie per finanziare alcune emergenze, quali la cassa integrazione in deroga o le salvaguardie per gli esodati.

 Anche da questo punto di vista, conviene abbassare le tasse sulle imprese. Ogni nuovo assunto, infatti, è un disoccupato o un cassaintegrato in meno a carico dello Stato. Inoltre, il minor gettito nell’immediato si recupererebbe nel breve-lungo termine attraverso un rilancio della produttività indotto proprio dalla riduzione delle tasse. Queste, insomma (assieme allo sblocco immediato dei crediti per le imprese), sono le priorità. Anche se bisogna ammettere che la strada in assoluto preferibile consisterebbe nel tagliare le tasse ovunque.

 

Come?

Il nostro sistema fiscale è talmente insostenibile che andrebbe rifatto da zero. Se un edificio non sta in piedi, è più ragionevole abbatterlo e ricostruirlo da capo che effettuare di volta in volta dei piccoli ritocchi affinché non crolli. Al ragionamento sulle entrate si dovrebbe affiancare quello sulle uscite: la spesa pubblica va completamente rivoluzionata, eliminando le spese improduttive e, specialmente, quelle che hanno origine in episodi di corruzione, nella malversazioni, o in quella zona grigia dell’economia che è il para-Stato. 

 

(Paolo Nessi)

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