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FINANZA/ Ecco perché l'euro ci fa perdere il lavoro

Disoccupati (Infophoto) Disoccupati (Infophoto)

L'eccesso di moneta sui mercati finanziari ha creato un eccesso di profitti, tanto da attrarre moneta che prima era impiegata nell'economia reale. Una emorragia crescente, che ormai nemmeno la stampa di nuova moneta riesce a colmare. Si è cercato di tamponare il problema, con un nuovo eccesso di moneta, ma quella era e rimane la strada sbagliata, la strada degli eccessi: di moneta, di libero mercato, di potere. E l'eccesso di moneta alla fine ha accentuato i problemi.

I disoccupati nell'Ue dei 27 paesi sono aumentati di 1,89 milioni, ma nei 17 paesi dell'eurozona sono aumentati di 1,909 milioni. In altre parole, i paesi europei con moneta nazionale hanno visto un leggero calo della disoccupazione, mentre quelli con moneta euro hanno visto un aumento di 1,9 milioni di disoccupati. Occorre tornare quanto prima alla difesa del bene comune, e il primo bene comune è la presenza di uno Stato forte. Per questo, ancora di più in un momento di crisi economica, è necessaria una moneta di Stato. Occorre tornare alla moneta nazionale. Nell'immediato non vi sono altre strade.

Ogni altra strada porterà al collasso dello Stato, alla perdita progressiva della sovranità nazionale alla ricerca di una soluzione che a livello europeo non vi può essere. Lo ha affermato pure Angela Merkel, nel giro di due giorni. Prima ha affermato che “i paesi dell'Eurozona devono prepararsi a cedere la propria sovranità”. E il giorno dopo, riguardo alla possibilità che la Bce di Draghi possa tagliare il tasso di interesse sulla moneta, ha convenuto che “ci vorrebbero alti tassi per la Germania e bassi tassi per gli altri paesi”. In ogni caso, il destino della Bce è segnato: prenderanno una decisione che porterà alla rovina qualche Paese. Possiamo ancora permetterci di rinunciare a una moneta nazionale?

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COMMENTI
28/04/2013 - Proprio così (Mariano Belli)

Quadro purtroppo altamente drammatico, ma ottimo articolo il cui contenuto condivido pienamente : complimenti.

 
28/04/2013 - euro lavoro e oggi (Diego Perna)

É questione di aver pazienza, spero, e prima o dopo anche perché andrà sempre peggio, se non cambia qualcosa, e non mi riferisco solo alla politica che comunque ha le sue responsabilità, forse le Sue idee e i Suoi articoli avranno più successo, nel senso che più persone, anche chi ha più influenza nella società ed é quindi anche più visibile in tv e media popolari, cominceranno a vedere meglio le cause di questa crisi condizione alla quale siamo arrivati. Il fatto di Palazzo Chigi dovrebbe farci seriamente riflettere, oltre a non condividere la violenza, sulle condizioni difficili in cui tanti padri o madri di famiglia sono costretti a vivere a causa di quanto Lei spiega in modo chiaro. Chissà se i politici che ora sono anche ministri della Repubblica e che molto spazio trovano su questa testata, apprezzerebbero anche solo un pó il Suo che é anche il punto di vista di un piccolo imprenditore come me. Buona Domenica